Reddito di cittadinanza o mantenimento, a l’ex moglie cosa conviene?

Cosa converrebbe ad una ex moglie tra il reddito di cittadinanza e l’assegno di mantenimento? Scopriamolo insieme

Qualora il reddito di cittadinanza promesso dal Governo venisse approvato per come promesso, entrerebbe in contrasto con l’assegno di mantenimento per le coppie separate e divorziate In sintesi: l’una misura potrebbe escludere l’altra, dato che l’ex moglie potrebbe essere chiamata a una scelta tra le due. E? giusto quindi chiedersi: quale sia la strada giusta da intraprendere?

Le dichiarazioni

Un articolo del Sole 24 Ore anticipava che sembrerebbe intenzione della maggioranza fissare nuovi paletti per quanto riguarda il reddito di cittadinanza. In attesa che il provvedimento veda la luce con un collegato alla legge di bilancio, l’orientamento che emerge dalle parole del consulente del ministro Di Maio, Pasquale Tridico è che «considerato l’elevato numero di Neet è necessario utilizzare queste risorse per il loro inserimento nel mercato del lavoro». Parla per la Lega il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri che lancia una proposta: «Contro il rischio di assistenzialismo bisogna evitare che le risorse vadano a persone che magari non si attivano [a cercare lavoro]. Bisogna darle direttamente all’impresa che si prenderà in carico il disoccupato per formarlo, sotto la supervisione di un tutor, che pagherà mensilmente un corrispettivo utilizzando il reddito per la formazione, e alla fine del percorso formativo potrà assumerlo».

 

Il reddito di cittadinanza

I beneficiari del reddito di cittadinanza sono le persone che vivono con un reddito al di sotto di 780 euro mensili per un totale di 9.360 euro all’anno per un single. Con il reddito di cittadinanza si vuol fare in modo che tutti gli aventi diritto abbiano un reddito non inferiore a 780 euro mensili.

In caso di separazioneReddito di cittadinanza o mantenimento, la moglie deve decidere

Nel cado di una donna disoccupata che si sta separando dal marito, in una fase di trattative per addivenire a una separazione consensuale, questa potrebbe rinunciare al mantenimento in cambio magari di qualche altro beneficio, come il pagamento delle bollette o l’utilizzo della casa aderendo al reddito di cittadinanza.
Se invece la percezione di un mantenimento è superiore a 780 euro, figli compresi, non si può ottenere il reddito di cittadinanza, a meno che non intervengano esplicite previsioni nella futura legge. Invece se l’assegno dovesse essere inferiore a 780 euro, il sostegno statale verrà ridotto.

In caso di divorzio

Se invece parliamo di divorzio giudiziale le scelte diventano ancora più nette. Se la moglie, nel corso del giudizio, avrà richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza, questo aspetto sarà a vantaggio del marito per convincere il giudice a ridurre o addirittura annullare il mantenimento. Ricordiamo che il mantenimento deve tendere a garantire solo l’autosufficienza: circa mille euro al mese secondo il tribunale di Milano.

Cosa conviene all’ex moglie?Reddito di cittadinanza o mantenimento, la moglie deve decidere

-Se l’ex moglie è giovane e formata ma disoccupata, è più conveniente chiedere il reddito di cittadinanza, visto che, in una situazione del genere, la giurisprudenza esclude o riduce al minimo l’assegno di mantenimento. Assegno che rischia di essere cancellato se, in futuro, la donna dovesse trovare un lavoro anche part time.

-Se invece l’ex moglie è una donna ultra cinquantenne che si è sempre occupata della casa è preferibile percepire il mantenimento. L’ex marito difficilmente potrebbe sottrarsi al versamento dell’assegno. Infatti, le Sezioni Unite della Cassazione dicono che colei che ha rinunciato alla carriera per dedicarsi alla famiglia ha sempre diritto agli alimenti.

-Se anche la donna, che ha ottenuto l’assegno di mantenimento in corso di causa, subito dopo dovesse ottenere il reddito di cittadinanza, ciò gioverebbe all’uomo che potrebbe richiedere un nuovo ricorso al giudice per la revisione della precedente sentenza e la modifica dell’assegno o addirittura l’eliminazione.
Se la cifra del mantenimento percepibile dovesse superare 800 euro, di certo converrà questo, specie perché il reddito di cittadinanza dipende dalle scelte governative e un successivo esecutivo potrebbe anche cancellare tale misura.


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.