Reddito di cittadinanza: scatta l’obbligo dei lavori di pubblica utilità, ecco per chi

Inizia l’obbligo per i beneficiari del reddito di cittadinanza di svolgere lavori e progetti socialmente utili per almeno 8 ore la settimana.

Inizia la fase 2 del reddito di cittadinanza e per i beneficiari scatta l’obbligo dei progetti di pubblica utilità nel Comune di residenza. A prevederlo il decreto del lavoro che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale pochi giorni fa (8 gennaio 2020). Il decreto impone ai beneficiari del reddito di cittadinanza di offrire la propria disponibilità a svolgere progetti utili alla collettività nel proprio comune di residenza. Anche se un solo componente del nucleo familiare non aderisce al patto per il lavoro e il patto per l’inclusione sociale fa perdere il diritto al  reddito di cittadinanza all’intera famiglia.

Lavori utili alla comunità: chi è esonerato dall’obbligo?

Non tutti i componenti del nucleo familiare, però, sono tenuti ai lavori di pubblica utilità. Esclusi dal patto di inclusione sociale, infatti, gli occupati che hanno un reddito superiore a 8145 euro annui, gli autonomi che percepiscono redditi superiori a 4800 euro, hli studenti, coloro che beneficiano di pensione di cittadinanza , i disabili, gli over 65 e i componenti del nucleo familiare che hanno a carico la cura di bambini o disabili.

Le attività di pubblica utilità, che andranno individuate dalla comunità, non sono retribuite. L’obbligo è di svolgere i Puc per almeno 8 ore la settimana (ed un massimo di 16 ore la settimana) ma non devono coinvolgere i beneficiari di reddito di cittadinanza in sostituzione del personale dipendente ma solo costituire un supporto al dipendente stesso.

Sarà cura dei Comuni istituire un registro dei partecipanti ai lavori di pubblica utilità in cui dovranno essere registrate anche le presenze giornaliere dei beneficiari di rdc con orario di inizio e fine dell’attività.

Scatta, quindi, la fase in cui i beneficiari del reddito di cittadinanza che ancora non hanno trovato lavoro dovranno rendere alla collettività lavori di pubblica utilità in cambio del sussidio percepito.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.