Reddito di cittadinanza: un disincentivo al lavoro, ecco perché non conviene lavorare

Il reddito di cittadinanza potrebbe essere , in alcuni casi, un disincentivo al lavoro. Vediamo in quali casi è conveniente lasciare il lavoro per percepire il reddito di cittadinanza

L’ufficio parlamentare di bilancio sostiene che in alcuni casi il reddito di cittadinanza potrebbe essere un disincentivo al lavoro.

Il reddito di cittadinanza, infatti, non sembra una giusta base per aiutare i meno abbienti a cercare lavoro.  Ci sono ancora molte contestazioni sulla copertura finanziaria, e soprattutto anche sulla sua entrata in vigore nei tempi previsti del governo.

Reddito di cittadinanza: l’importo medio che sarà erogato

In questi ultimi giorni prende sempre più vigore la problematica legata all’effettivo importo che verrà percepito con il reddito di cittadinanza. L’ufficio parlamentare di bilancio, in base ai dati rilevati delle dichiarazioni ISEE del 2017 ha dedotto che in realtà l’importo che percepiranno gli italiani in povertà sarà molto inferiore rispetto a quello auspicato. Per circa il 60% dei beneficiari l’importo sarà pari a circa 3 mila euro l’anno, cioè 273 euro al mese.

Queste sono, purtroppo stime non possibile ancora confermare, poiché le cifre cambiano in base a che svolge queste previsioni. La platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza secondo le stime dell’Upb suggeriscono che i nuclei beneficiari dovrebbero essere 1,3 milioni di unità, per un totale di circa 3,6 milioni di persone.

Con questi numeri stimati il reddito e la pensione di cittadinanza potrebbero costare circa 6 miliardi di euro nel 2019, tenendo presente che le misure entreranno in vigore ad aprile 2019, quindi per il 2020 che le misure saranno a regime si stima un costo di circa 7,8 miliardi di euro.

Questi sono più o meno gli stessi importi che ha previsto anche l’esecutivo, ma quello che fa discutere in questi giorni, è la platea di 400 mila soggetti che potrebbero essere beneficiari del reddito di cittadinanza ma ad oggi sono occupati. Nell’ipotesi che questi cessassero di lavorare, ai 6 miliardi di euro stimati si dovranno aggiungere altri 2 miliardi di euro.

Reddito di cittadinanza, un disincentivo per il lavoro?

Secondo l’ufficio parlamentare di bilancio lo strumento del reddito di cittadinanza, così come è stato approvato, potrebbe costituire un concreto disincentivo per il lavoro.

Nel caso di richiesta del sussidio l’intero reddito da lavoro finirà per rientrare nel reddito del nucleo familiare che dovrà essere integrato con il reddito di cittadinanza, cioè con applicazione di un’imposta implicita del 100% se il reddito da lavoro ha un importo pari o inferiore alla soglia.

Quindi si deduce che in quei territori in cui i lavori sono tendenzialmente con retribuzioni basse, part-time o da collaborazione, lavorare potrebbe risultare addirittura controproducente.

Centri per l’impiego: riusciranno a reggere l’impatto?

Un’altra situazione in bilico e incerta è il futuro dei centri per l’impego, che dovranno gestire un carico di più di 500 potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza.

Il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro ha stabilito che in Italia ci sono ben 3,3 milioni di persone sotto la soglia della povertà assoluta, in età lavorativa. Quindi i centri dell’impego dovranno prendere in carico circa più di 2,5 milioni di soggetti che percepiranno il reddito di cittadinanza, e ad oggi tali centri non hanno una struttura idonea ad affrontare queste esigenze.

Un altro allarme che i consulenti hanno lanciato in questi giorni, è la sospensione dell’assegno di ricollocazione per i percettori della Naspi. Infatti si prevede che chi perde un posto di lavoro e non ha i requisiti per accedere al reddito di cittadinanza,  potrebbe perdere l’unico strumento di politica attiva che potrebbe supportarlo verso la ricerca di una nuova occupazione.

Reddito di cittadinanza, domande dal 6 Marzo 2019

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.