Requisiti pensione contributiva: ecco quando è possibile

I requisiti pensione contributiva permettono l’accesso alla pensione a 64 anni e a quella con soli 5 anni di contributi. Attenzione ai pro e ai contro.

Per chi è soggetto interamente al calcolo contributivo esistono due misure previdenziali appositamente dedicate. Quali sono i requisiti pensione contributiva? E’ presto detto, per rientrare nel calcolo contributivo puro è necessario non possedere contributi versati prima del 1996 oppure poter optare per il computo nella Gestione Separata (e, quindi, essere iscritti a questa gestione previdenziale).

Requisiti pensione contributiva

Per chi è, quindi, soggetto al calcolo contributivo puro, sono previste due misure cui gli altri lavoratori non possono accedere: la pensione anticipata contributiva e la pensione di vecchiaia contributiva.

I requisiti pensione anticipata contributiva sono: aver compiuto almeno 64 anni, aver maturato almeno 20 anni di contributi ricadenti interamente nel sistema contributivo, che l’importo dell’assegno pensionistico liquidato sia pari ad almeno 2,8 volte il minimo INPS.

I requisiti pensione di vecchiaia contributiva, invece, richiedono l’aver compiuto almeno 71 anni di età e aver maturato almeno 5 anni di contributi versati interamente nel sistema contributivo. In questo caso, però, non è richiesto un importo minimo per l’assegno liquidato.

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Quando si rientra nel sistema contributivo?

Come abbiamo anticipato sopra, per poter accedere a queste due misure è necessario far ricadere tutti i contributi nel contributivo puro, entrato in vigore dal 1 gennaio 1996. Le due alternative per fare in modo di avere tutto il montante contributivo ricada nel sistema di calcolo richiesto sono, da una parte non possedere contributi versati prima del 1996 (che ricadrebbero nel sistema retributivo) o essere iscritti alla Gestioen Separata per poter optare per il computo in questa gestione.

Per esercitare il computo nella Gestione Separata è necessario essere in possesso di determinati requisiti, che sono:

  • non possedere più di 18 anni di contributi versati prima del 1996
  • possedere contributi versati prima del 1996
  • avere almeno 5 anni di contributi versati dopo il 31 gennaio 1995.

Pensioni contributive, pro e contro

La pensione contributiva ha il vantaggio di permettere l’accesso alle due misure sopra descritte che potrebbero rappresentare una buona soluzione per chi ha iniziato a versare contributi molto tardi o a chi, anche a causa di carriere discontinue non ha potuto accumulare un buon montante contributivo. Inoltre tale sistema di calcolo permette di ottenere anche dei bonus per le lavoratrici madri: le legge Dini, infatti, prevede un bonus di 4 mesi di contribuzione figurativa per ogni figlio avuto dalla lavoratrice, fino ad un massimo di 12 mesi.

Di contro, oltre al calcolo della pensione che potrebbe risultare più basso poichè basato soltanto sul montante contributivo accumulato, c’è anche il fatto che anche in presenza degli eventuali requisiti pensione minima, non sarà possibile ottenere l’integrazione al minimo dell’assegno.

 

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.