Rette mensa scolastica: vanno pagate con la scuola chiusa?

La retta scolastica per la mensa va pagata in caso di scuola chiusa? Vediamo cosa dice il ministro Azzolina e la legge in generale in caso di scuole pubbliche e private.

Molti sono i genitori che stanno segnalando la ricezione del bollettino della mensa scolastica nonostante le scuole siano chiuse ormai da settimane. In alcuni casi è stato specificato che il pagamento rateale della mensa è una agevolazione alle famiglie che non dipende dalla reale fruizione del servizio mensa. Quanto c’è di vero in tutto ciò? La retta va pagata comunque anche se gli alunni sono a casa e non fruiscono della mensa? Cerchiamo di capire come comportarci anche in base alle indicazione del Ministro Lucia Azzolina.

Retta mensa va pagata con scuole chiuse?

La faccenda riguarda milioni di famiglie con figli che frequentano la scuola di ogni ordine e grado e proprio per questo vi è stata dedicata una discussione alla Camera. Quello da tenere conto in primis è se la richiesta di pagamento viene da una scuola pubblica o privata poichè anche a livello di legiferazione.

La maggior parte delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado ha sospeso il pagamento visto che il servizio mensa in queste settimane non è stato erogato, in molti casi, per chi ha pagato le rette in anticipo, è staot predisposto anche il rimborso di quanto versato.

Ma il ministro Azzolina sottolinea che le scuole private non rientrano nelle competenze del Ministero poichè in quel caso a decidere è la singola istituzione scolastica.

Le famiglie, però, hanno denunciato il fatto che sono state recapitate loro le richieste di pagamento per il servizio. Federconsumatori denuncia che il Decreto Cura Italia non prevede espressamente la sospensione del pagamento non solo delle rette per la mensa ma anche delle rette scolastiche di ogni ordine e grado soprattutto per le scuole private. I cittadini, così, si trovano a far fronte a spese relative a servizi di cui non stanno fruendo essendo, in realtà, chiuse non solo le scuole pubbliche ma anche quelle private.

L’associazione UNC, tra l’altro, con un intervento a favore dei consumatore ha sostenuto che essendo i servizi educativi e didattici sospesi i pagamenti, come diritto del cittadino, dovrebbero essere sospesi e, inoltre, si dovrebbe aver diritto alla restituzione di quanto versato per il periodo in cui il servizio non è stato fruito. Tutto questo, in un periodo di crisi economica oltre che sanitaria, dovrebbe venire prima di qualsiasi clausola contrattuale (riferito chiaramente alle scuole private).

In ogni caso, come fa notare Altroconsumo, la cosa migliore da fare sarebbe di leggere attentamente il contratto firmato con la scuola e vedere  se prevede qualche clausola che impone il pagamento anche in caso di scuola chiusa. Se tale clausola non è prevista il pagamento non è dovuto e si può, quindi, chiedere anche il rimborso per quanto pagato in periodi in cui il servizio non è stato prestato.

In generale, quindi, la regola vuole che per chi ha figli che frequentano scuole pubbliche il pagamento delle rette relative alla mensa non è dovuto per periodi in cui il servizio mensa non è stato erogato. Per chi, invece, ha figli che frequentano scuole private il tutto è molto legato (oltre che al buon senso delle istituzioni scolastiche in questione) alle clausole contrattuali relative ai pagamenti  in caso di chiusura imposta da eenti esterni.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.