La ricerca dell’avvocato di fiducia e la protezione dei dati nella fattura elettronica

La ricerca dell’avvocato si basa solitamente su alcuni criteri oggettivi che possono andare dalla posizione dello studio alla specializzazione passando per il preventivo. A questi si aggiungono però anche elementi soggettivi che condizionano la scelta e che presuppongono un rapporto di fiducia e di empatia con il professionista. Pensiamo ad una causa di divorzio o […]

La ricerca dell’avvocato si basa solitamente su alcuni criteri oggettivi che possono andare dalla posizione dello studio alla specializzazione passando per il preventivo. A questi si aggiungono però anche elementi soggettivi che condizionano la scelta e che presuppongono un rapporto di fiducia e di empatia con il professionista. Pensiamo ad una causa di divorzio o anche ai processi penali: all’avvocato si dovranno inevitabilmente confidare aspetti intimi della propria vita. Inoltre, per quanto l’avvocato possa provare a coinvolgere il cliente negli step della consulenza, ci sono degli aspetti tecnici che quest’ultimo non potrà comprendere e dovrà “affidarsi” al difensore.

Questa riflessione sulla fiducia assume rilevanza anche alla luce delle novità in tema di fatturazione elettronica 2019. I dati dei clienti sono al sicuro?

Fattura elettronica avvocati: cosa va inserito nella causale

Il discorso è in parte simile a quello che si può fare per le fatture elettroniche di una prestazione medica. E infatti il Garante della Privacy ha escluso il personale sanitario dall’obbligo di fattura elettronica. Nello stesso provvedimento ha anche citato gli avvocati penalisti. Questi ultimi restano tenuti ad emettere fatturazione elettronica per la consulenza legale ma non dovranno specificare nella causale del pagamento dettagli di carattere giudiziale personale. In altre parole l’avvocato penalista non potrà inserire nella causale della fattura elettronica quei dati sulle vicende legali del cliente che non siano strettamente indispensabili ai fini fiscali.

Gli avvocati quindi, alla stregua degli altri professionisti con obbligo di fatturazione elettronica, dovranno attenersi alle disposizioni del punto 1.2.1. del provvedimento n. 511 che richiede che “tale trattamento deve avvenire nel più rigoroso rispetto dei principi di minimizzazioneintegrità e riservatezza, con l’adozione di adeguate misure tecniche e organizzative a cura di tutti i soggetti coinvolti nella filiera della fatturazione elettronica (operatori economici, intermediari, altri soggetti delegati e Agenzia delle Entrate)”. Ciò presuppone l’adozione di sistemi organizzativi e informatici in grado di rendere anonimi o crittografati i riferimenti dei clienti dello studio penalista.

Facciamo un esempio pratico. Se nella causale si indica che l’assistenza legale è stata fornita dinanzi alla Corte d’Appello, si lascerà intendere che c’è stata una previa condanna di primo grado. All’uopo intervengono formule di carattere generico. Ecco perché nella causale della fattura con cui si paga l’onorario dell’avvocato, potranno ricorrere espressioni del tipo “competenze professionali”, senza alcun riferimento esplicito al numero del procedimento.

 

 

Redazione

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