Ricordando Aldo Moro: 42 anni fa, come oggi, un paese in angoscia

42 anni fa Aldo Moro, della Democrazia Cristiana, venne rapito dalle Brigate Rosse, mentre la sua scorta venne uccisa. Oggi, come allora, l’Italia vive un periodo di angoscia.

In questi giorni di quarantena, in questi giorni di piena angoscia per tutta l’Italia, non si può non ricordare la figura di Aldo Moro che, esattamente 42 anni fa, nella mattinata del giorno 16 marzo 1978, venne rapito dalle Brigate Rosse, in via Fani a Roma, mentre stava andando in Parlamento, presso Montecitorio, per discutere del dibattito sulla fiducia al governo Andreotti. Aldo Moro, capo della Democrazia Cristiana, oggi giorno viene ricordato come un politico esemplare, una figura di cui avremo ancora bisogno e di cui si sente ancora la mancanza. In questi giorni in cui l’Italia intera,e non solo, sta combattendo contro il Coronavirus, in una sfida contro il tempo per evitare più morti possibili, ci si chiede cosa avrebbe detto o fatto Aldo Moro.

42 anni il rapimento di Aldo Moro, un politico esemplare di cui si sente la mancanza

Esistono, purtroppo, degli esponenti delle Brigate Rosse che rinnegano cosa è stato fatto ad Aldo Moro e lo sbandierano sui social come se niente fosse.

Eppure, come dimenticare lo stato di angoscia che l’Italia viveva a quei tempi?

Chi ha vissuto quel periodo sa di cosa erano capace le Brigate Rosse, sa che clima di terrore si respirava: non solo Aldo Moro, ma le Brigate Rosse fecero vittime numerosi esponenti della Democrazia Cristiana e non solo.

Insomma, non era facile fare il politico in quei tempi.

Quella mattina del 16 marzo del 1978 Moro venne rapito, ma persero la vita Oreste, Francesco, Domenico, Raffaele e Giulio, tutti poliziotti e carabinieri della sua scorta, tutti uomini valorosi che sapevano di rischiare tutto solo per la protezione di un uomo.

L’incubo non finì lì: come sappiamo, dopo 55 giorni, la morte toccò anche ad Aldo Moro, il cuo corpo nel giorno 9 maggio 1978 venne ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa in via Michelangelo Caetani, sempre a Roma.

Si tratta di uno degli episodi più conosciuti in Italia, uno degli episodi che resterà per sempre nella mente degli italiani, assieme all’assassinio di Falcone e Borsellino e tanti altri ancora.

Eppure, in quel periodo di prigionia nemmeno i servizi segreti furono in grado di trovare dove fosse l’onorevole.

Purtroppo, questa rimane una delle vicende più complicate e tristi della storia del nostro paese, che non dobbiamo mai dimenticare.

Oggi, come allora, il popolo italiano sta vivendo un periodo di angoscia a causa del Coronavirus.

Sembra vivere un incubo, sembra essere in un film apocalittico, in una continua lotta contro il tempo. E proprio in tale occasione ci si chiede: cosa avrebbe fatto Aldo Moro se fosse ancora vivo?

Nessuno, purtroppo lo sa e sarebbe davvero curioso saperlo, ma l’angoscia è la stessa, e ci si chiede se sia uno scherzo del destino far coincidere questi due momenti della storia italiana.

 

 

 


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.