Chiusura discoteche, i gestori hanno presentato il ricorso al Tar del Lazio

Dopo l’ordinanza con cui si imponeva la chiusura delle discoteche, i gestori dei locali hanno presentato ricorso al Tar del Lazio

Analizzando gli ultimi dati dei contagi da Coronavirus, il Governo ha deciso per la chiusura totale delle discoteche su tutto il territorio nazionale. Una decisione che ha fatto molto discutere, tanto che il Silb Fipe, ossia l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, ha deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio. 

Chiusura discoteche: i gestori fanno ricorso al Tar

Alla luce della risalita della curva epidemiologica in Italia il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza con cui si imponeva la chiusura di tutte le discoteche, sale da ballo e locali adibiti, in tutta la Penisola. L’ordinanza ha valore dal 17 agosto fino al 7 settembre e non presuppone alcuna possibilità di deroga per le singole Regioni. 

I titolari dei locali soggetti alla chiusura, tuttavia, non hanno accettato di buon grado la decisione. Il rifiuto all’ordinanza del Governo è arrivato attraverso il ricorso presentato dal sindaco di categoria al Tar del Lazio. A dare la notizia è stato Maurizio Pasca, Presidente del Silb Filp.

I dubbi del settore

Ciò che viene maggiormente contestato dai titolari delle attività incriminate è la mancanza di validi motivi per una chiusura totale. In particolare, il presidente della Silb Filp, Pasca, si è retoricamente chiesto perché in contesti diversi dall’intrattenimento, basti pensare a mezzi pubblici e spiagge, gli inevitabili assembramenti sembrano preoccupare meno. A lasciare perplesso il sindacato, inoltre, è la possibilità che, con la chiusura delle discoteche, i ragazzi ripieghino su feste improvvisate. In questo caso i controlli su distanziamento sociale e uso delle mascherine sarebbero completamente inesistenti. 

Preoccupazioni anche per quanto riguarda le ripercussioni economiche. Il Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha annunciato che il Governo stanzierà dei fondi per venire incontro agli operatori del settore. A seguito dell’ordinanza sono comunque già state richieste compensazioni con la cassa integrazione e Iva al 4% per quattro miliardi di euro. 


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