Riforma Pensioni 2019: Quota 100, Opzione Donna e Ape. Previsti costi per 4,6 miliardi

La riforma pensioni è stata approvata dalla Ragioneria dello Stato. Analizziamo i costi

Il 25 gennaio la ragioneria di stato ha approvato il decreto Quota 100, opzione donna e ape sociale. Ora si aspetta la firma del presidente Mattarella e successivamente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L’ultimo passaggio dell’itinerario è la circolare Inps che darà il via alle domande per andare in pensione con la quota 100 e a le atre forme di pensioni anticipate previste. Questo può accadere già dalle prime settimane di febbraio.

Ma realmente quanto costerà la manovra?

Rifroma Pensioni 2019 e quota 100: decreto approvato dalla ragioneria

Durante la conferenza stampa il ministro Tria ha confermato che il Decreto su quota 100 è stato approvato dalla Ragioneria generale dello Stato. Nel contempo ci sono state delle limature. Nessun blocco né da parte della ragioneria né per quanto riguarda la bollinatura.

Il decreto riporta che tra quota 100 e blocco dell’età per la pensione anticipata, in quest’anno saranno 290.000 persone in più che andranno in pensione: 102 mila dipendenti privati e 100 mila lavoratori pubblici in più. Mentre i lavoratori autonomi saranno 88.000 che andranno in pensione con la quota 100 e cumulo contributi, stando alle stime del decreto.

Il Ministro Tria ha anche escluso una manovra collettiva legata al rallentamento della crescita, anche perché l’accordo con l’Unione europea si basa sul deficit strutturale e non si tiene conto dell’andamento dell’economia.

Riforma Pensioni 2019: i costi di quota 100, opzione donna e Ape Social

La nuova riforma di pensione costerà complessivamente per il 2019 4,6 miliardi di euro, la sola quota 100 costerà per il 2019 3,7 miliardi che saliranno nel 2020 a 7,85 miliardi e nel 2021 a 8,31 miliardi.

A tale spesa bisogna aggiungere 430 milioni per l’anticipo della liquidazione (Tfs) e altri 400 milioni per la proroga di Opzione donna, Ape social, per i lavoratori “precoci” e per quelle sulla pace contributiva e il riscatto della laurea per gli under 45. Per triennio i costi dovrebbero ammontare a oltre 22 miliardi. Poiché i costi sono decisamente elevati, la clausola salva spesa sarà mensile.

Riforma Pensioni 2019: clausola salva spesa diventa mensile

Si è deciso per l’elevato costo della manovra di metter in funzione la clausola salva spesa su quota 100 ogni mese. Infatti, dopo la bollinatura della Ragioneria, si è previsto che l’Inps effettuerà il monitoraggio ogni mese e non più bimestrale sulle domande di pensionamento anticipato. Nel caso in cui si registreranno degli sforamenti rispetto alla spesa prevista, si procederà con tagli sui capitoli di spesa del ministero del lavoro e se fosse necessario anche su altre voce del bilancio dello Stato.

Riforma pensioni 2019: quando la pensione con quota 100?


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.