Riforma pensioni 2020: cosa cambia per i lavoratori invalidi?

Riforma pensioni nel 2020, quali cambiamenti ha apportato all’uscita dal lavoro per i lavoratori con invalidità? Analizziamo le varie misure pensionistiche.

La riforma pensioni 2020 ha modificato il nostro sistema previdenziale introducendo tantissime novità sulle pensioni news. In particolare, ha introdotto la pensione Quota 100 accessibile ai lavoratori con 62 anni e 38 anni di contributi; ha bloccato l’aspettativa di vita introdotta dalla riforma Fornero fino al 2026; inoltre ha inserito finestre di uscita su varie misure. Ci si chiede cosa ha cambiato la riforma per i lavoratori invalidi? Scopriamolo rispondendo al quesito di un nostro lettore.

Riforma pensioni 2020 e lavoratori invalidi

La riforma pensioni per i lavoratori invalidi non ha apportato cambiamenti, ha lasciato in essere tutte le tutele: assegno ordinario di invalidità; pensione di inabilità (legge 222/19749); pensione di vecchiaia anticipata.

La pensione di vecchiaia anticipata è una misura per i lavoratori con una invalidità non inferiore all’80% e possono accedere a questa misura con:

requisito anagrafico: 61 anni (uomini) e 56 (donne)

requisito contributivo: 20 anni

Questa misura è soggetta all’adeguamento dell’aspettativa di vita.

Inoltre, i lavoratori invalidi devono attendere una finestra mobile di 12 mesi dalla maturazione per ottenere il primo rateo pensionistico.

La pensione di vecchiaia anticipata è attiva solo per i lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’AGP e ai fondi di previdenza sostituivi dell’AGO.

Sono esclusi da questa misura i lavoratori autonomi (circolare Inps 82/1994 e 65/1995) e il lavoratori dipendenti del settore pubblico (circolare Inpdap n. 16/1993)

Pensione Inabilità

I dipendenti del pubblico impiego possono accedere alla pensione di inabilità, ma bisogna avere un’invalidità certificata tale che impedisce la collazione lavorativa per  qualsiasi attività lavorativa. L’inabilità (legge 222/94) deve essere accertata dalla Commissione Medica dell’Asl di competenza ai sensi dell’art. 13, Legge 274/91.

Per questa misura è necessario che il lavoratore si trovi in condizioni di infermità fisica o mentali, tale da determinare un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Riforma pensioni e invalidità: quali tutele

Un lettore ci pone la seguente domanda:

Buongiorno,

Sono un tecnico della educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale, di 57 anni, con 28 anni di anzianità di servizio presso la struttura dove opero ed altri anni, in cui lavoravo, con altre mansioni, per un totale attuale di 39 anni e 6 mesi. Ho un Invalidità civile all’80%, entro i prossimi mesi volevo chiedere aggravamento per poter almeno usufruire della legge 104,comma 3. Attualmente ho la legge 104, comma 1.Volevo anche riscattare i 3 anni di università. 
Volevo sapere se posso pensare di andare prossimamente in pensione. Se sì, cosa debbo fare? 
In attesa di una vostra cortese risposta in merito porgo cordiali saluti. 

Pensione e varie possibilità di uscita

Come sopra evidenziato lei può accedere alla pensione di vecchiaia anticipata all’età di 61 anni se lavora presso una struttura privata. Se invece lavora presso una struttura pubblica, può accedere alla pensione di inabilità, una commissione in tutte e due casi la sottoporrà a visita per accertare il suo stato di impossibilità lavorativa.

Mi sembra di capire che lei è un lavoratore precoce, nel senso che ha iniziato a lavorare prima del compimento del diciannovesimo anno di età. Se ha maturato almeno 52 settimane di contributi, con 41 anni di contributi può accedere alla Quota 41 in quanto rientra nelle tutele di lavoratore invalido con una percentuale pari o uguale al 74%. Si può accedere alla pensione Quota 41 a prescindere dall’età anagrafica.

La Riforma pensioni con il decreto-legge n. 4/2019 ha inserito una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti. I contributi da riscatto sono validi a tutti gli effetti, quindi, le consiglio di far valutare la somma da pagare e se rientra del riscatto agevolato. L’unica cosa negativa è che se vuole accedere subito al pensionamento con Quota 41 deve pagare il riscatto in un’unica soluzione e poi può inoltrare domanda. Deve lei valutare la convenienza e la disponibilità economica.

La pensione Quota 41 non ha scadenza, salvo se non subentra una nuova riforma che cambi la struttura del sistema pensionistico.


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”