Riforma pensioni: dal 2022 avremo quota 102?

Spunta l’ipotesi di una quota 102 con ricalcolo contributivo per il 2022, misura che andrebbe a prendere il posto dell’attuale quota 100.

Si riaprono ufficialmente i lavori per una riforma pensioni con cui provvedere alla scadenza della quota 100 fissata per il 31 dicembre 2021. Con il ritorno del rebus delle combinazioni età anagrafica/contributi versati tornano anche le ipotesi che potrebbero essere messe in campo dal 2022.

Convocato per il 27 gennaio un confronto sui temi pensionistici con le parti sociali con l’obiettivo di rimettere mano alla riforma previdenziale per il superamento della legge Fornero.

Proposta quota 102

Tornano, quindi, tutte le ipotesi per dare una maggiore flessibilità in uscita tra le quali spicca un’eventuale quota 102, che permetterebbe il pensionamento a 64 anni con almeno 38 anni di contributi ma la misura potrebbe prevedere un ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico, cosa che non converrebbe molto ai lavoratori che deciderebbero di accedere alla misura.

L’ipotesi, infatti, non piace ai sindacati che innanzitutto premono per portare un pensionamento anticipato ad un’età non superiore ai 62 anni con un requisito contributivo più basso e, magari, valorizzando il lavoro discontinuo, gravoso e di cura.

I sindacati, inoltre, hanno anticipato che intendono riproporre anche la pensione anticipata per tutti con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, che attualmente è consentita soltanto ai lavoratori precoci che rientrano nelle categorie tutelate.

Ma sul tavolo delle ipotesi spunta anche la possibilità di estendere l’ape sociale ad altre categorie di beneficiari e non solo a quelle cui la legge di Bilancio 2020 l’ha prorogata fino alla fine del 2020.

In ogni caso l’obiettivo del Ministro Catalfo è quello di dare agli italiani un sistema previdenziale più equo che permetta di superare la legge Fornero e i paletti che ha imposto attraverso uno studio concreto e reale e non attraverso ipotesi e misure sperimentali.

Dovremo attendere, quindi, almeno fino al 27 per vedere cosa emerge dal tavolo di confronto con le parti sociali, quello che è certo, comunque, è che con la scadenza della quota 100 dovrà subentrare necessariamente qualche altra misura che permetta un pensionamento più flessibile.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.