Riforma pensioni: dal 2036 calcolo contributivo per tutti

RIforma pensioni, la proposta di Pasquale Tridico e quella dei sindacati: vediamo cosa bolle in pentola.

Diverse sono le ipotesi in campo per una eventuale riforma delle pensione a causa dell’imminente scadenza della quota 100 per il 31 dicembre 2021. Da una parte ce la proposta avanzata lo scorso autunno della quota 97 di cui, però, non si è più parlato. Dall’altra l’ipotesi che in questi giorni st circolando prepotentemente su un’eventuale quota 102. Ha detto la sua in proposito anche il presidente dell’Inps Pasquale Tridico in una recente intervista.

Riforma pensioni

Tridico afferma che la flessibilità in uscita rispetto ai 67 ani deve essere garantita una volta scaduta la quota 100. Secondo Tridico, infatti, va fissata un’età limite per l’uscita dal mondo del lavoro e bisogna, poi, lasciare libero il lavoratore di accedere alla pensione o continuare a lavorare per accumulare maggiore montante contributivo prevedendo, però, un ricalcolo contributivo per l’assegno. Tridico, inoltre, sottolinea come il calcolo contributivo sarà per tutti a partire dal 2036.

Secondo il presidente dell’Inps è necessario, inoltre, prevedere la cosiddetta pensione di garanzia per i lavoratori più giovani con carriere discontinue andando a coprire i buchi contributivi che derivano dal lavoro precario.

Tridico afferma che anziché fissare un’unica data di possibile uscita è necessario proporre diverse vie di uscita dal mondo del lavoro. Secondo il presidente dell’INPS la quota 100, nata per sopperire alo scalone creato dalla legge Fornero, sarà meno richiesta dopo il 2021 e proprio per questo la misura si potrebbe prolungare per altri 2 anni considerando che ad oggi non tutti gli aventi diritto ne hanno fruito o per motivazioni personali o perché hanno deciso di aumentare il montante contributivo continuando a lavorare.

Riforma pensione:cosa ne pensano i sindacati

A dir la loro sono anche le parti sociali che si oppongono fermamente soprattutto all’applicazione del sistema contributivo nel calcolo dell’assegno pensionistico, troppo penalizzante,. L’anticipo della pensione scegliendo il calcolo contributivo secondo Landini, infatti, non potrebbe funzionare per la forte penalizzazione. I 3 sindacati confederati, infatti, promuovono una possibilità di uscita a partire dai 62 anni.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.