Riforma pensioni: flessibilità in uscita, pensione di garanzia e ampliamento quattordicesima

Riforma pensioni: i punti salienti del programma del ministro del Lavoro Nunzia Catalfo fanno comprendere quelle che sono le priorità dell’esecutivo.

Nonostante sia stata criticata da più parti, la quota 100 resterà inalterata fino alla sua naturale scadenza, il 31 dicembre 2021. Questa, però, è solo una delle notizie che trapela tra le varie ipotesi della riforma pensioni, che dovrà garantire una flessibilità in uscita dal 1 gennaio 2022.

Riforma pensioni 2021

Ad apparire molto rilevanti, soprattutto in questo momento, sono le parole del ministro  del Lavoro i cui tecnici stanno già lavorando alla riforma in questione. Nunzia Catalfo ha puntualizzato quelli che sono i punti salienti del suo piani riformista alle parte sociali.

La prima notizia, ma abbastanza a breve termine, è che la quota 100 rimarrà fino alla sua naturale scadenza il 31 dicembre 2021 e nessun provvedimento è in cantiere per sospendere la misura prima del previsto nonostante molti stanno premendo in questa direzione.

Tra i punti salienti degli interventi che il ministro vuole mettere in atto ci sarebbe un rafforzamento dell’Ape sociale e dell’opzione donna.

La prossima legge di Bilancio, in ogni caso, avrà un capitolo dedicato alla riforma previdenziale. Il prossimo tavolo di confronto tra ministro e sindacati, proprio per discute del capitolo dedicato nella legge di Bilancio, ci sarà a metà settembre quando i lavori per la riforma pensioni riprenderanno a pieno ritmo.

La Catalfo annuncia che l’obiettivo primario della riforma sarà quello di garantire una maggiore flessibilità in uscita e di garantire una pensione dignitosa ai più giovani attraverso quella che è stata chiamata pensione di garanzia.

SI preme anche per fare in modo che l’età pensionabile non sia più legata, attraverso il meccanismo perverso introdotto dalla legge Fornero dell’adeguamento in base alla speranza di vita che rischia di aumentare troppo l’età pensionabile, già di per se molto alta, nei prossimi anni.

Ovviamente permettere i pensionamenti anticipati libererebbe anche posti di lavoro e proprio per questo motivo il ministro pensa ad una solidarietà espansiva: per ogni lavoratore che esce con agevolazione l’impresa sarebbe obbligata ad assumere nuovi dipendenti (l’idea in ogni caso è di non limitare questo meccanismo solo alle imprese con molti dipendenti perchè in questo modo non si sortirebbe l’effetto desiderato).

Su proposta dei sindacati, infine, si sta lavorando anche all’ampliamento della platea dei possibili beneficiari della quattordicesima mensilità.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.