Riforma pensioni: tre soluzioni a partire da 64 anni

Riforma pensioni dopo Quota 100: tre le soluzioni critiche che richiedono un immediato intervento con maggiore flessibilità di uscita a partire da 64 anni.

Sulla riforma pensioni dopo Quota 100 si cerca di trovare la strada giusta, almeno si spera. I dubbi sono tanti e i cittadini hanno paura che si ripresenti una situazione simile alla Legge Fornero che creò gli esodati, una situazione che ancora oggi fa piangere intere famiglie. Le riflessioni dell’Onorevole Brambilla sulla quota 100, evidenziano l’orientamento di questa nuova riforma. L’Onorevole considera la pensione anticipata Quota 100 una risposta “incompleta e costosa a un problema reale”.

Tre soluzione per la nuova Riforma pensione

Brambilla evidenzia tre criticità da risolvere a breve, intervenendo anche sul sistema rendendolo flessibile e semplificato. In particolare, i tre punti su cui bisogna intervenire sono:

1) Equiparazione totale delle regole e delle tutele per i giovani che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 con l’istituzione di uno specifico Fondo previdenziale pensionistico, alimentandolo da subito con 500 milioni l’anno; questo per tutelare e finanziare i giovani che andranno in pensione con il sistema contributivo puro a partire dal 2036.

2) Sul requisito di anzianità contributiva richiesto per la pensione anticipata (considerando anche precoci e lavoratrici madre),  venga applicato il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita.

3) Integrare dei fondi esubero e per lavoratori con problemi, rintrodurre come già prevedeva la Riforma Dini/True forme pensionistiche di flessibilità, con pensionamento a 64 anni di età e 37 o 38 anni di contributi. Secondo Brambilla, questa soluzione sarebbe un ottimo compromesso per allungare il termine garantendo la sostenibilità.

Al momento non resta che aspettare l’appuntamento alla prossima legge di Bilancio.

La voce dei cittadini sulla Riforma pensioni

I lavoratori non la pensano così, da un nostro recente sondaggio è emerso che la maggior parte dei lavoratori, ritiene la soluzione pensionistica migliore con 60 anni di età e 30 anni di contributi senza penalizzazioni e paletti. 

In base a tutte i commenti pervenuti tramite la nostra pagina di facebook e la nostra mail, abbiamo formulato un report che vede una situazione favorevole alla pensione con 60 anni di età e 30 anni di contributi con il 41% e pensione con 60 anni di età e contributi  effettivi maturati senza paletti e limiti con il 32%

È possibile consultare qui il sondaggio:

Riforma pensioni: 60 anni per tutti con 30 anni di contributi e senza penalizzazione

Riforma pensioni: 60 e 30 anni di contributi o 60 anni con quello maturato


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”