Rimborsi IVA 2020: L’Agenzia delle Entrate cerca la copia della fattura elettronica 2019

Rimborsi IVA 2020, l’Amministrazione Finanziaria sta inoltrando ai contribuenti una comunicazione in cui chiede la trasmissione della copia relativa alle fatture elettroniche (acquisto, vendita e ricevute) dell’anno di imposta 2019. Eppure, sono informazioni già disponibili dall’Agenzia delle Entrate.

Rimborso IVA 2020, i contribuenti che hanno presentato la richiesta per rimborso dei crediti riferiti all’anno d’imposta 2019, stanno ricevendo una comunicazione via pec dall’Agenzia delle Entrate, contenente una lista di documenti da esibire per l’erogazione del credito. Nella lista è presente la richiesta della documentazione contenente la prova della validità del credito, oggetto del rimborso. Ma, nello stesso tempo l’Amministrazione chiede anche la copia di cortesia relativa alle fatture (vendita, acquisto e ricevute) del 2019. Eppure, si tratta d’informazioni già in possesso dell’Agenzia delle Entrate, attraverso la procedura elettronica dello scorso anno.

Non solo, l’Amministrazione Finanziaria ha richiesto ai contribuenti anche il test di operatività ai sensi dell’articolo 30, comma 1, della Legge 724/1994. Anche, in questo caso, si tratterebbe d’incoerenza, in quanto i dati dell’operatività della Partita IVA dovrebbero essere presenti nell’archivio dell’Amministrazione Finanziaria.

Rimborsi IVA 2020: l’anomalia dell’Agenzia delle Entrate che richiede la copia di cortesia

L’Amministrazione Finanziaria sta inoltrando delle richieste per la presentazione di documenti che attestino la presenza della validità del credito, oggetto del rimborso inoltrato nella dichiarazione IVA 2020. Ciò vuol dire che, i titolari di partita IVA che hanno trasmesso in forma telematica la dichiarazione IVA a febbraio, per poter beneficiare del credito perfezionato per l’anno d’imposta 2019, portandolo in compensazione o attingendo a un rimborso, stanno aprendo l’istanza trasmetta a mezzo pec inoltrata dall’Amministrazione Finanziaria contente la richiesta della documentazione necessaria all’Agenzia per effettuare tutte le verifiche necessarie.

L’anormalità riguarda la presenza nell’elenco dei documenti da esibire della copia di cortesia delle fatture (acquisto, vendita e ricevute) del 2019, la prova della validità della natura del credito e la richiesta del test di operatività. Si tratta di dati trasmessi elettronicamente, di cui l’Agenzia dovrebbe disporne il contenuto.

Rimborsi IVA 2020: 15 giorni per inoltrare i documenti

Se da un lato l’Agenzia delle Entrate può sollecitare l’inoltre dei documenti necessari all’espletamento della pratica in fase di controllo e verifica prima di distribuire i rimborsi. Dall’altra parte la stranezza ruota sulle richieste di documenti che di norma dovrebbero essere già in possesso dell’Amministrazione.

I contribuenti devono presentare i documenti richiesti nell’elenco indicato nella missiva trasmessa dall’Agenzia delle Entrate entro 15 giorni dalla data di ricevimento della pec.

Fonte: Rimborsi IVA: l’Ade sta chiedendo copia di cortesia delle fatture elettroniche 2019


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein