Riposo settimanale per i collaboratori domestici: ecco come gestirli

I collaboratori domestici hanno diritto al riposo settimanale,le regole sono stabilite dall’art 9 DLgs. 66/2003. Ecco come gestirlo

Ogni lavoratore dipendente ha diritto al riposo settimanale, quindi l’attività lavorativa viene interrotta per almeno una giornata nell’arco di una settimana. Il riposo consiste in una pausa di 35 ore ogni 7 giorni, infatti alle 24 ore va sommato il riposo giornaliero di 11 ore. Il riposo può essere usufruito anche dopo 14 giorni di lavoro consecutiva, ma va raddoppiato. L’Art.9 DLgs. 66/2003, stabilisce le regole dei riposi settimanali, ma prevede anche diverse eccezioni alle regole sul riposo settimanale. Un esempio di eccezione è per chi ha un orario lavorativo frazionato durante la giornata, come gli addetti alle pulizie, che fruiscono il riposo settimanale in modo frazionato. Ma per i collaboratori domestici come funziona?

Riposo settimanale per collaboratori domestici: ecco come devono essere goduti

Le regole per il riposo per gli addetti ai lavori domestici sono stabilite dal contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, tenendo sempre conto della specificità del rapporto lavorativo. Il riposo settimanale per i collaboratori domestici cambiano rispetto al regime di orario adottato e nel caso ci sia convivenza con il datore di lavoro. il datore di lavoro ha anche la possibilità di concedere al lavoratore domestico un riposo settimanale anche più lungo rispetto al riposo minimo previsto dal contratto collettivo.

Qual è l’orario di lavoro per i collaboratori domestici?

I lavoratori domestici possono lavorare in base a diversi regimi di orario, che sono i seguenti:

  • L’orario settimanale per i lavoratori conviventi a servizio intero, è di 54 ore. L’orario è di 10 ore non consecutive, le ore di riposo giornaliero sono 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • Per i lavoratori conviventi a servizio ridotto, l’orario settimanale massimo è di 30 ore. L’orario massimo giornaliero è di 10 ore non consecutive, su 3 giorni settimanali, oppure può essere collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22. Le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per i collaboratori domestici non conviventi, l’orario settimanale è di 40 ore. L’orario massimo giornaliero è pari a 8 ore non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni settimanali, le ore di riposo giornaliero minimo sono pari a 11 ore consecutive, come previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Riposo settimanale per conviventi a servizio intero

I collaboratori domestici conviventi a servizio intero, hanno il diritto al riposo settimanale che deve essere almeno pari a 36 ore, di cui:

  • 24 ore da fruite nella giornata di domenica;
  • 12 ore da fruite in un altro giorno della settimana (concordato con il datore di lavoro); in questa giornata il lavoratore può lavorare un numero di ore non superiore alla metà della durata normale dell’orario giornaliero.

Nel caso in cui il lavoratore professa una fede religiosa il cui giorno di solennità sia diverso dalla domenica, il datore di lavoro e il collaboratore domestico si possono accordare per sostituire la domenica con un giorno differente.

Il riposo settimanale domenicale è obbligatorio, nel caso il datore di lavoro abbia esigenze diverse e richiede lo svolgimento dell’attività in tale giorno il lavoratore ha diritto alla maggiorazione della retribuzione per il giorno festivo e un pari numero di ore di riposo il giorno seguente.

Riposo settimanale per conviventi a servizio ridotto

Nel caso in cui il lavoratore domestico è a servizio ridotto, fruisce del riposo settimanale con modalità differenti, in base alla distribuzione dell’orario settimanale. Valgono le stesse condizioni di sopra affermate al riguardo del riposo domenicale e alla possibilità di sostituire la domenica con un’altra giornata, in base alla fede professata.

Riposo settimanale per non conviventi

I lavoratori domestici che non sono conviventi fruiscono il riposo settimanale di 24 ore. Anche in questo caso si ha la possibilità di sostituire la domenica con un’altra giornata.

Lavoro durante il riposo settimanale

Se il datore di lavoro richiede al lavoratore domestico di svolgere la sua attività durante il riposo domenicale o nella differente giornata di riposo settimanale, deve concedere quanto segue:

  • un riposo non retribuito equivalente nel corso della giornata seguente;
  • un compenso più elevato, pari:
    • alla retribuzione globale di fatto, comprensivo di indennità di vitto e alloggio, se spettanti, maggiorata del 60%;
    • alla retribuzione globale di fatto maggiorata del 40%, nel caso di prestazione svolta nelle 12 ore di riposo settimanale non domenicale; fanno eccezione le ipotesi in cui il riposo sia recuperato in un altro giorno della stessa settimana.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.