Riscaldamento: normative e orari per tenere i termosifoni accesi, in Italia c’è differenza tra Regioni

Riscaldamento, tutto ciò che dovete sapere secondo le normative nelle varie zone d’Italia.

Finita l’estate ci iniziamo ad organizzare ad accendere i termosifoni per dare almeno un pò di tepore la mattina presto e la sera. Dovrebbero sapere tutti però che i termosifoni non si possono accendere a nostro piacimento, ci sono leggi che impongono orari e temperature da rispettare, sia per non danneggiare l’ambiente sia per noi stessi, l’eccessivo calore non ci fa bene.

Andiamo a vedere che cosa ci dice la legge in proposito

Esiste un decreto che stabilisce le varie zone climatiche d’Italia, si arriva ad un massimo di 20 gradi centigradi, poi in base ad un decreto in quale zone si possono tenere accesi di giorno e poi in via eccezionale quando si intensifica il freddo o nevica.

Poi ci sono da fare altre distinzioni, ad esempio se parliamo di abitazione, di un bar o di un ufficio. Oggi con la tecnologia ci è possibile anche differenziare in un appartamento le temperature nelle varie stanze.

Le zone climatiche in Italia

Per conoscere le zone climatiche in cui l’Italia è stata suddivisa in zone in base al rapporto gradi-giorno bisogna andare sul decreto, recita il decreto che questo valore è determinato dalla somma estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra temperatura e ambiente fissata a 20 gradi centigradi tenendo in considerazione la temperatura media esterna giornaliera.

Quando si può accendere il riscaldamento e a quanti gradi

La durata dell’accensione dei riscaldamenti varia sia per i periodi più freddi e meno freddi, si va da un minimo di 6 ore al giorno ad un massimo di 14 ore al giorno, e addirittura esistono zone anche senza limitazione.

Per tutte le abitazioni, attività industriali e uffici, la temperatura compresa di tolleranza può andare dai 18 ai 20 gradi centigradi. Eccezioni sono fatte per ospedali, cliniche, strutture di assistenza e recupero di tossicodipendenti, case di cura per minori e anziani; deroghe per edifici dove ci sono piscine, saune e altro.

Tutto questo che stiamo dicendo è riferito dove c’è un condominio o comunque una sorta di regolarizzazione, discorso diverso è quando parliamo di riscaldamenti autonomi, si accendono secondo le proprie esigenze, anche qui bisognerebbe avere un pò di buon senso per fare in modo che si evitano sprechi.

Tenere la caldaia sempre in piena efficienza e sicurezza

La caldaia che sia autonoma o centralizzata deve essere sempre tenuta in piena efficienza anche per dare un migliore rendimento e avere meno rischi riguardo la sicurezza, ci sono caldaie che richiedono la manutenzione una volta l’anno, chi invece ogni due anni. Fate attenzione, qualunque tipo di caldaia deve essere munita di libretto di impianto di climatizzazione, non avere questo libretto può comportare una multa che va da 500 euro a 3.000 euro.

Termosifoni: quando si possono accendere regione per regione

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