Riscatto contributi per arrivare alla pensione: quando è possibile

Quali possibilità di anticipare la pensione con la pace contributiva riscattando periodi non coperti da contribuzione? Vediamo quando conviene e quando no.

Con la pubblicazione della circolare INPS 6/2020 molti  hanno visto un barlume di speranza nella possibilità di riscattare buchi contributivi per arrivare prima alla pensione. Non vogliamo  deludere nessuno ma la circolare in questione è riferita alla possibilità di riscatto degli anni di studi universitari ante 1996 e non al riscatto in generale dei contributi a copertura dei buchi contributivi. Cerchiamo di fare chiarezza al riguardo.

Coprire buchi contributivi

Buongiorno,
Sono nato il 16 Luglio 1960
Ho iniziato a lavorare e a versare i contributi a Giugno del 1978.
Nel corso della mia vita lavorativa ho alcuni mesi di buco contributivo ( 10 mesi nel 1979 e 4 mesi nel 2003)
Purtroppo nel Novembre 2014 l’azienda per cui lavoravo ha chiuso e dopo 12 mesi di ASPI sono ancora disoccupato.
Dall’estratto INPS risultano accreditate 1867 settimane di cui un anno e otto mesi nella contribuzione separata come CO.CO.CO.
Sono escluso dall’APE non avendo 63 anni non raggiungo quota 100 perchè ho 60 anni e 35 anni e 11 mesi di contributi non ho ne militare ne laurea da riscattare.
Insomma devo solo aspettare i 68 anni per la pensione di vecchiaia o posso riscattare i buchi contributivi ?
La nuova circolare 6/2020 mi permette di pagare volontariamente 5 o 6 anni per arrivare a quota 41.
In questi ultimi 5 anni mi sono mangiato tutta la liquidazione e non ho più risorse per sopravvivere fino al 2028.
Cosa posso sperare ?

E’ bene chiarire subito che la circolare numero 6 del 22 gennaio 2020 è riferita solo all’estensione del riscatto laurea agli anni di studio precedenti al 1996.

Nel suo caso, quindi, si potrebbe prendere in considerazione la pace contributiva per il riscatto dei buchi contributivi presenti nella sua storia lavorativa. Con la pace contributiva si possono riscattare fino ad un massimo di 5 anni di contributi per periodi compresi tra l’anno di prima iscrizione alla gestione previdenziale e l’ultimo contributi versato a patto che tali periodi non risultino coperti da altro obbligo contributivo.

Nel suo caso, quindi, con la pace contributiva può riscattare i 10 mesi di buco contributivo del 1979 e i 34 mesi del 2003, essendo periodi compresi tra l’anno dei primi versamenti (1978) e l’ultimo contributo versato (in ogni caso fino alla data del 29 gennaio 2019).

Non può, quindi, riscattare 5 anni per raggiungere i 41 anni di contributi necessari per l’accesso alla quota 41  e una volta riscattati i 12 mesi scoperti con la pace contributiva  arriverebbe quindi a 36 anni e 11 mesi di contribuzione maturata che non le permetterebbero, in ogni caso, di accedere ad una forma pensionistica entro breve. Continuando a lavorare in 6 anni (al compimento dei 66 anni) raggiungerebbe il diritto alla pensione anticipata. Questo è l’unico anticipo che, con la vigente normativa, potrebbe avere.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.