Riscatto contributi per buchi contributivi tra un contratto a termine e l’altro

Quando è possibile riscattare i periodi di vuoto contributivo intercorrenti tra un contratto a tempo determinato e l’altro? Vediamo le condizioni.

Riscatta periodi contributivi posti tra due contratti a termine è possibile nel rispetto di determinate condizioni. Per chi, quindi, ha  (o ha avuto) una carriere discontinua vi è la possibilità di recuperare periodi contributivi riscattando i periodi di vuoto posti tra il termine di un contratto a tempo determinato e l’inizio di quello successivo. Vediamo per chi è possibile.

Riscatto contributi buchi lavorativi

Una lettrice scrive per chiedere:

Buongiorno , nel 2021 compirei 62 anni e raggiungerei a fine dicembre 37 anni e 8 mesi di contributi.Lavoro come docente in una scuola statale di II grado e vorrei sapere se fosse possibile e in che modo potrei recuperare il periodo di tempo (4 mesi)con contributi non presenti per raggiungere I 38 anni.Potrei recuperare I periodi vacanti intercorrenti tra una supplenza e l’altra?Inoltre assisto con l.104 genitrice invalida.
Grazie, saluti.

Il riscatto del buco contributivo presente tra un contratto a tempo determinato e l’altro è consentito a determinate condizioni. E’ possibile, infatti, riscattare i periodi di interruzione del rapporto di lavoro tra un contratto a termine e l’altro solo per periodi che si collocano nel sistema contributivo, ovvero successivi al 31 dicembre 1995. Solo da quel momento, infatti, è stato reso possibile l’onere del riscatto per interruzioni o sospensioni di contratto di lavoro alla volta di valorizzare ai fini previdenziali le cosiddette carriere discontinue che possono essere quelle del lavoro temporaneo, stagionale ma anche il precariato della scuola.

Invitiamo a leggere, a titolo di approfondimento, l’articolo: Contributi: quando è possibile coprire buchi prima del 96 tra un lavoro e l’altro?

Se i periodi che intende riscattare, collocati tra diversi contratti a termine tra una supplenza e l’altra si collocano temporalmente dopo il 31 dicembre 1995 può certamente richiedere il riscatto di tali periodi per raggiungere i 38 anni necessari per l’accesso alla quota 100 prima della sua scadenza.

In ogni caso il fatto che sia caregiver di sua madre in questo frangente non le fornisce alcuna agevolazione a livello previdenziale poichè le uniche misure che permettono un pensionamento agevolato a chi si prende cura di un familiare con grave handicap in base alla legge 104 sono la quota 41 (riservata ai lavoratori precoci) e l’Ape sociale, che però richiede almeno 63 anni di età ed è in scadenza il prossimo 31 dicembre. Solo nel caso avesse fruito del congedo straordinario retribuito e non le fossero stati riconosciuti i contributi figurativi spettanti potrebbe farne richiesta per raggiungere il numero di anni a lei necessario per accedere alla misura.

 


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.