Riscatto laurea agevolato: non per tutti, vediamo chi ne può fruire

Il riscatto Laurea agevolato non è possibile per tutti coloro che hanno alle spalle studi universitari: vediamo per quali laureati è possibile e per quali no.

Il Decreto legge numero 4 del 2019 ha inserito la possibilità di riscattare gli anni di studio universitari ad un prezzo agevolato permettendo, in questo modo, di valorizzare gli anni universitari ai fini della pensione. Il riscatto di tali contributi, infatti, sarà valido sia per la misura che per il diritto alla pensione aiutando chi riscatta a raggiungere prima il requisito contributivo necessario all’accesso e, allo stesso tempo, aumentando l’importo dell’assegno pensionistico. Ma non tutti coloro che sono in possesso di una laurea possono accedere al riscatto agevolato.

Riscatto laurea agevolato

Un nostro lettore ci scrive:

Vogliate gentilmente rispondere a questo quesito:

  • Maschio nato nel 1953
  • Laurea conseguita nel 1974
  • disoccupato da prima del 1995
  • dipendente per 15 anni poi in gestione separata per gli altri 3 e mezzo
  • Mancano 1/2 anni per raggiungere i 20 necessari per andare in pensione
     
Può accedere al riscatto agevolato degli anni di laurea e con quali costi?
grazie
 
Il riscatto agevolato della laurea è aperto, indipendentemente dall’età, a coloro i cui anni di studio si collochino successivamente al 31 dicembre 1995. I contributi versati per il riscatto, infatti, devono assolutamente collocarsi nel sistema contributivo per permettere il riscatto agevolato e gli anni riscattati, quindi, devono trovarsi in un periodo temporarle in cui era già in vigore tale sistema (dal 1 gennaio 1996).
Nel suo caso, essendosi laureato nel 1974, il riscatto agevolato non è possibile. Il mio consiglio, se vuol raggiungere i 20 anni di contributi riscattando gli anni di studio, è quello di fare un conto preciso degli anni che le mancano e procedere, poi, al riscatto tradizionale del periodo che le serve. Le ricordo, però, semmai dovesse rateizzare il pagamento dell’importo dovuto, che al momento del pensionamento la rateizzazione decade e dovrà corrispondere all’INPS l’intera somma dovuta e che, tra l’altro, l’accredito effettivo dei contributi da riscatto avviene soltanto a pagamento del dovuto effettuato.
In alternativa per sopperire alla mancanza contributiva può procedere anche al versamento dei contributi volontari, facendosi autorizzare dall’INPS, e pagando trimestralmente i contributi dovuti (che da quel che dice dovrebbero essere di 18 mesi).

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.