Riscatto laurea agevolato o tradizionale, quale conviene?

Non sempre il riscatto della laurea agevolato conviene, soprattutto per chi ha diversi anni di contributi versati prima del 1996.

Pur costando molto meno di quello tradizionale non sempre il riscatto della laurea conviene, sopratutto per chi, collocandosi i propri anni di studi prima del 1996, per poterne fruire deve esercitare la facoltà di opzione contributiva per il calcolo dell’assegno pensionistico.

Riscatto agevolato o tradizionale?

Un nostro lettore ci chiede:

Ho cominciato lavorare il 1.12.84.
Precedentemente al 1984 ho insegnato un anno e in mese.
Sono nato nel 7/1956.
Vorrei andare in pensione con quota 100 riscattando due anni di laurea in sistema retributivo in alternativa in condizioni a riscatto agevolato circa 5.200 per cinque anni.
Quale misura dovrei scegliere considerato che i due anni di riscatto in regime retributivo e maggiore dei 5×5.2oo
In questo caso arriverò però a 36 + 5 = 41 anni.
Grazie e buon lavoro

La circolare numero 6 del 2020 pubblicata dall’INPS il 22 gennaio chiarisce che possono accedere al riscatto agevolato della laurea anche coloro che hanno temporalmente collocati gli anni di studi prima del 2020 a patto che esercitino la facoltà dell’opzione contributiva per il calcolo dell’assegno pensionistico.

Per lei che ha già  12 anni di lavoro circa collocati prima del 1996 (e che ricadono, quindi nel sistema retributivo) scegliere il calcolo interamente contributivo della pensione potrebbe non essere conveniente. Le consiglio, prima di prendere qualsiasi decisioni di farsi fare una simulazione dell’assegno pensionistico con il sistema misto e con quello contributivo per rendersi conto di quanto effettivamente perde.

Inoltre, il riscatto agevolato serve innanzitutto per raggiungere il requisito contributivo di accesso alla pensione e non per aumentare l’assegno (lo aumenta sicuramente, ma di poco). Se 1 anno do contributi viene pagato 5mila euro, infatti, non alzerà l’assegno come un anno pagato 10 mila euro, ma di circa la metà.

Un anno di contributi non vale sempre la stessa cifra sull’assegno pensionistico, soprattutto con il sistema contributivo che calcola l’assegno in base a quanto versato: tanto hai pagato e tanto riprendi.

A mio avviso, quindi, visto che a lei bastano 2 anni di contributi per raggiungere i requisiti della quota 100 le scelte son due, o decide di risparmiare e li riscatta con il sistema agevolato (tenendo conto che in questo modo la sua pensione sarà calcolata interamente con il sistema contributivo) o opta per il riscatto tradizionale di 2 anni di studio collocando in questo modo 14 anni di contributi nel retributivo (alzando un poco anche la pensione per questo, quindi) con la consapevolezza che i 2 anni riscattati valgono all’incirca come un anno di lavoro effettuato ai fini del calcolo dell’assegno pensionistico.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.