Riscatto laurea per pensione con quota 100 o senza riscatto e opzione donna?

Quali sono le differenze sostanziali di un assegno previdenziale liquidato con la quota 100 e uno liquidato con l’opzione donna? Scopriamolo.

Il riscatto laurea consente di valorizzare ai fini contributivi e previdenziali gli anni dedicati al conseguimento della laurea. Il riscatto conviene quando effettivamente consente a chi lo paga di anticipare il pensionamento poichè se richiesto solo con l’intendo di aumentare l’importo dell’assegno previdenziale non è conveniente e si ammortizza solo dopo molti anni. Il quesito a cui andrò a rispondere in questo articolo riguarda la convenienza del riscatto per accedere al pensionamento con la quota 100 oppure optare per la pensione con opzione donna senza riscatto.

Riscatto laurea o no?

Una lettrice scrive per chiedere:

Con 2 anni di riscatto laurea pagati in un’unica soluzione raggiungo 38 anni di contributi. La consulente a cui mi sono rivolta ha suggerito di ritirarmi dal lavoro con “opzione donna”, 35 anni di servizio che ho maturato.  Asserendo che l’importo della pensione sarebbe lo stesso 1.400, 00 lorde, non pagando i 2 anni di riscatto laurea, non avendo nessun costo. Vorrei sapere se ci sono differenze minime tra le 2 forme di pensione? Grazie.

A mio avviso non è proprio così. E’ pur vero che il riscatto degli anni di laurea è abbastanza oneroso ma affermare che la pensione con la quota 100 e quella spettante con opzione donna diano diritto allo stesso importo non è affatto vero.

Per approfondire consiglio la lettura dell’articolo: Pensioni oggi: le penalizzazioni del calcolo contributivo

A prescindere dal fatto che è impossibile che con 3 anni di contributi in più la pensione con 38 anni di contributi dia lo stesso importo della pensione spettante con 35 anni di contributi, quello che deve tenere presente è che la pensione con il regime sperimentale opzione donna comporta un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale. Se lei, nel 2020, è in possesso di più di 35 anni di contributi almeno 11 di questi ricadono attualmente nel sistema retributivo (più conveniente per il calcolo dell’assegno).

Scegliendo la pensione con l’opzione donna porta tutti i suoi contributi nel calcolo contributivo, notoriamente più penalizzante.

Non so dirle se le convenga o meno l’onere del riscatto degli anni di studi ma non vedo chiaro in quello che le ha detto la consulente e il rischio che corre è quello di vedersi riconoscere una pensione ben più bassa dei 1400 euro lordi promessi.

Il mio consiglio è quello di recarsi presso un CAF o un patronato per farsi fare una simulazione dell’assegno pensionistico spettante se scegliesse il pensionamento con opzione donna con 35 anni di contributi e quello che le spetterebbe, invece, se scegliesse di pensionarsi riscattando la laurea e aderendo alla quota 100 con 38 anni di contributi. Dubito che i risultati delle due simulazioni siano simili e solo con questi dati alla mano può stabilire se le conviene il riscatto degli anni di laurea per accedere alla quota 100 oppure le convenga, risparmiando l’onere del riscatto, accedere alla pensione con l’opzione donna.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.