I sacchetti per la spesa si portano da casa. Era forse una bufala? Cosa è cambiato?

Sacchetti “Si” o “No” cosa deve fare il consumatore? Ecco i chiarimenti sulla circolare del Consiglio di Stato.

La notizia dei “sacchetti per la spesa di frutta e verdura portati dai casa”, è stata trasmessa da svariati quotidiani, tv e radio. Per capire l’ampiezza della portata del comunicato, riportiamo quasi integralmente il titolo reperibile un pò ovunque, quale:

“È possibile portare da casa i sacchetti per la spesa di frutta e verdura al supermercato”.

L’attenzione dell’annuncio è rivolto in primis al consumatore, che poteva trarre un vantaggio utilizzando i sacchetti disponibili da casa, per l’acquisto di frutta e verdura e non pagare quelli presenti nei supermercati o i vari punti vendita. 

Qual è la vera notizia sui sacchetti?

Il Consiglio di Stato ha diramato una segnalazione circa le buste monouso, compostabili e per alimenti. Non si è trattato del trionfo dei consumatori per una battaglia vinta, ma in sostanza la questione è un tantino diversa. L’annuncio del Consiglio di Stato non era diretto ai consumatori. I quali, sono abituati a organizzarsi a livello di sacchi e sacchetti portati da casa per la spesa in genere. In sostanza, la notizia che ha preso piede, divulgandosi un po ovunque sotto questo aspetto non contiene alcun vantaggio o simile per il cliente.  

La vera novità era rivolta ai punti vendita penalizzati dall’obbligo di dover assumere una nuova figura professionale, che figuri nel responsabile dei sacchetti in ogni punto vendita.

Per aggirare l’onda anomala dei sacchetti la Coop, è intervenuta consigliando al Ministero della salute, di permettere ai punti vendita di offrire i sacchetti compostabili gratis per i consumatori. Così si muoverebbe la notizia nella direzione della verità che sfocerebbe come il mezzo “vantaggio” intravisto, ma mai giunto.

La manipolazione dei vari scenari

Pare che la questione si sarebbe (forse) ingarbugliata da sola, ma infondo, è il legislatore che non ha tenuto conto delle variabili pratiche. Le persone nella realtà non utilizzano le buste compostabili per la spesa, in quanto non sarebbero molto utili. Spesso chi le acquista, lo fa sborsando a un costo maggiore di quello offerto dai supermercati per utilizzarli in altri scopi.

Alquanto bizzarro, sarebbe ipotizzare una giornata di  shopping al reparto ortofrutticolo di un consumatore tipo con sacchetti compostabili portati da casa. Di certo, risulterebbe un tantino poco pratico, anche perché l’operatore predisposto come responsabile dei sacchetti dovrebbe verificare la validità di ogni sacchetto. Solo quando l’addetto al packagin ha dato l’ok per la regolarità del sacchetto il consumatore può procedere con gli acquisti.

Una procedura lunga per gli operatori, alquanto fastidiosa e amara per i consumatori, che non solo dovrebbero attendere il controllo di ogni singola busta, per poi scoprire che nel punto vendita il costo dei sacchetti è nettamente inferiore a quelli forse acquistato all’esterni in altro punto. Secondo quanto si legge dal “Fatto Alimentare”, resta anche da considerare l’ulteriore problema dovuto alla differenza di peso tra le  buste vendute nel punto vendita e quelle portate da casa.

Ecco perché, la Coop si è fatta avanti proponendo i sacchetti gratis per i consumatori.

 

 

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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein