Acque minerali, analisi su più marche per la presenza di mercurio su 18 regioni italiane

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29/08/2019

Lo studio del Consiglio nazionale delle ricerche ha analizzato 255 acque per 164 diverse tipologie e provenienti da 136 sorgenti in 18 diverse regioni italiane.

Acque minerali, analisi su più marche per la presenza di mercurio su 18 regioni italiane

Lo studio del Consiglio nazionale delle ricerche ha analizzato 255 acque per 164 diverse tipologie e provenienti da 136 sorgenti in 18 diverse regioni italiane. Tutto questo perché dobbiamo sapere se ci si può fidare dell’acqua in bottiglia. Lo studio è durato quasi 3 anni prendendo in considerazione il 64% delle acque che coprono l’intero mercato italiano e che finiscono ogni giorno sulle nostre tavole.

Cerchiamo di capire se c’è mercurio nell’acqua minerale in bottiglia

Dopo le analisi che sono state fatte, le concentrazioni di mercurio trovate, sono state ben al di sotto del limite normativo nazionale europeo. Le differenze sono legate alle caratteristiche ambientali delle sorgenti e alla portata e all’impatto delle attività umane. Le concentrazioni più elevate sono state trovate nelle acque provenienti da regioni con un passato di attività estrattiva o attività termale e vulcanica naturale. Ricordiamo che il mercurio è una sostanza tossica e inquinante con effetti nocivi per la salute dell’uomo. Fino ad oggi, e meno male, i valori di mercurio riscontrati nell’acqua in bottiglia sono risultati sempre con valori al di sotto del limite di rilevazione, anzi, ad influenzare i risultati, sono stati proprio i metodi utilizzati. Questa volta però è stato cambiato il metodo di misurazione, meno costoso, basato sulla spettrometria di fluorescenza atomica a vapore freddo per determinare le concentrazioni totali di mercurio nelle acque minerali naturali in bottiglia.


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Quali sono i rischi per la nostra salute

I risultati sono stati soddisfacenti, si è potuto stimare che l’assunzione giornaliera media di mercurio è risultata inferiore non solo al valore tollerabile provvisorio, ma anche al valore stimato dell’assunzione settimanale provvisoria tollerabile raccomandato dal Comitato misto di esperti FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) e OMS (Organizzazione mondiale della sanità) sugli additivi alimentari.

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