Allarme calabrone, l’estate degli insetti pericolosi: come riconoscerli e come intervenire in caso di puntura

Allarme calabrone, l’estate degli insetti pericolosi: come riconoscerli e come intervenire in caso di puntura

Dopo il ragno violino, l’ultimo allarme per la puntura di insetti pericolosi riguarda il calabrone. Avete capito bene: questa volta non si tratta di una specie rara ma di un insetto che tutti noi siamo abituati a veder volare e ronzare nell’aria, soprattutto in questi giorni di fine estate. Ma può veramente questo insetto considerato al più fastidioso, essere anche pericoloso e potenzialmente mortale? L’allarme calabroni è scattato in seguito alla morte del signor Sergio Barozzi, vittima di uno shock anafilattico dopo essere stato punto da un calabrone. Si tratta di un caso isolato ed eccezionale nel suo genere oppure sussistono rischi concreti per la salute e la sicurezza?
Il rischio non riguarda solo l’Italia a quanto pare: altre segnalazioni simili sono giunte da altri Paesi d’Europa. C’è motivo di preoccuparsi?

allarme-calabroni-zanzare-killerQuando il calabrone diventa pericoloso e cosa fare in caso di puntura

Il Corriere della Sera ha intervistato Massimo Galli, presidente della Simit il quale non ha nascosto che “la morte di Sergio Barozzi non è un caso isolato. Le reazioni allergiche a insetti imenotteri non sono rare e possono dimostrarsi con diversi gradi di intensità“.

Chi dovrebbe preoccuparsi e che cosa dovrebbero fare i soggetti a rischio in caso di puntura di un calabrone: spiega sempre Galli che “esiste una terapia di emergenza e cioè l’adrenalina autoiniettabile per via intramuscolare. Questa andrebbe prescritta a tutti i soggetti allergici al veleno di api e simili. E’ molto importante però estrarre il pungiglione dalla pelle prima possibile. In ospedale poi lo shock anafilattico viene trattato con adrenalina o dopamina”.


Leggi anche: Dolci tipici di Natale regione per regione vediamo quali sono

Come abbiamo già fatto per il caso del ragno violino, l’invito è alla prudenza e all’attenzione, soprattutto quando si sta all’aria aperta nelle ore più calde. Ma questo al tempo stesso non deve far scattare inutili allarmismi che potrebbero peraltro avere come effetto quello di determinare lunghe code e attese al pronto soccorso.