Allarme latte: in alcune marche c’è presenza di antibiotici, cortisone e antinfiammatori

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24/01/2020

Attenzione ad alcune marche di latte, possono contenere antibiotici, cortisone e antinfiammatori.

Allarme latte: in alcune marche c’è presenza di antibiotici, cortisone e antinfiammatori

Durante alcuni test di laboratorio effettuati su latte fresco e UHT nella grande distribuzione e discount, sono state trovate percentuali di antibiotici, cortisone e antinfiammmatori.

Trovate tracce di antibiotici, cortisone e antinfiammatori nel latte: ecco le marche a rischio

I campioni di latte che sono stati analizzati sono stati 21, e si è potuto riscontrare tracce di antibiotici, cortisone e antinfiammatorio in alcune marche importanti di latte, tra cui: Carrefour, Conad, Parmalat, Esselunga, Coop e Granarolo. Più della metà dei campioni sono risultati con presenza di farmaci, e precisamente un cortisonico chiamato dexamethashone, un antinfiammatorio chiamato neloxicam e un antibiotico chiamato amoxicillina.

Questa scoperta si è potuto avere grazie al nuovo metodo in forza all’Università Federico II di Napoli e l’Università spagnola di Valencia, in grado di scoprire i contenuti che nei test di routine possono passare inosservati.

Questa notizia non è stata data per penalizzare una marca o l’altra, infatti le stesse società interessate dalla notizia e dai risultati dei test, si sono rese sensibili e disponibili ad eliminare il problema. Purtroppo questi residui di medicinali, sono dovuti ai medicinali che vengono usati per curare le mastiti nelle vacche da latte.

Il rischio da parte di un soggetto di un’assunzione costante dei farmaci può creare batteri antibiotico-resistenti e alterare il microbiota umano. Si può venire a determinare una pressione selettiva sulla flora batterica intestinale e che a lungo andare possano creare problemi di salute, si possono avere nell’intestino, nella cavità orale, sulla cute.


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Bisogna fare attenzione alla nutrizione di neonati e bambini che sono esposti a queste sostanze e di conseguenza più vulnerabili.

L’interesse di rendere noti i risultati dei test è per cercare di sollevare un rischio rimasto finora nell’ombra e cercare di trovare soluzioni che rassicurano i consumatori.