Calcio e matrimonio: la sottile arte del compromesso

Il compromesso, la diplomazia e l’arte di saper mediare fanno si che in un matrimonio non possa intromettersi neanche il calcio.

Quante volte vediamo fidanzate, mogli e compagne scontente mentre il proprio uomo guarda beato la partita in Tv? E quante volte, invece, vediamo uomini furiosi nei centri commerciali dietro a mogli ridenti proprio nell’ora delle partite di campionato? Il rapporto di coppia non deve essere una gabbia, una imposizione in cui o si fa quello che vuole uno o si fa quello che vuole l’altra, esiste il compromesso o il fare le cose separati. 

Se all’uomo piace il calcio e alla donna piace lo shopping o semplicemente mentre uno guarda lo sport l’altra gira per negozi, o si cerca una soluzione alternativa.

L’arte del compromesso dipende da quanto ci importa dell’altro

Ovviamente se dell’altro non ci importa nulla per noi sarà indifferente renderlo felice. Il calcio non mi piaceva, ma da quando vivo con mio marito, che lo adora, ho imparato ad accettare dei compromessi. So che a lui piace guardare le partite della sua squadra del cuore. A me piace stare con lui e di conseguenza se devo scegliere se guardare la partita con lui o fare altro da sola, guardo la partita con lui: so il nome di tutti i giocatori, comprese le riserve, ho imparato gli schemi dell’allenatore, gioisco ai goal e m’incavolo quando si perde. Ovviamente non guardo tutte le partite e i compromessi non vengono solo da parte mia. Se so che una partita è importante (tipo la finale di Coppa) mi adeguo e la guardo con lui, sempre per lo stesso motivo, la voglia di stare insieme, se è una partita insulsa di cui non m’importa lui sa che andrei a fare altro e quindi non la guarda e decide di vedere, magari, un film insieme a me. 

La voglia di stare insieme: questo guida l’arte del compromesso. Se il compromesso ci fosse solo da una parte sarebbe soltanto sacrificio, ma essendoci da ambo le parti è voglia di stare insieme. E questo fa si che quella partita che guardo insieme al mio uomo la guardo con piacere, perchè lo faccio abbracciata a lui e per mia scelta, non perchè mi viene imposto. E non lo faccio controvoglia, altrimenti andrei altrove a fare altro.

Il calcio può unire o può dividere

Il calcio, quindi, può essere un qualcosa che crea tensione in una coppia, un qualcosa che viene visto come una distrazione dell’uomo dalla donna. Ma non è così, è una passione, come per noi donne possono esserlo le scarpe, lo shopping, i film d’amore…

Ma se il calcio può dividere quelle coppie non coese, dove viene utilizzato come arma di ricatto, come mezzo per ferire o come simbolo di sacrificio, laddove la coppia è coesa anche il calcio può diventare un qualcosa che unisce: una passione che si può, in parte, condividere (sono andata allo stadio e mi sono divertita moltissimo) ed essere visto come un piccolo gesto d’amore.

Redazione

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