Carne rossa: provoca malattie cardiache, non consumarla più di una volta a settimana

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10/02/2020

Ridurre al massimo una volta a settimana la carne rossa.

Carne rossa: provoca malattie cardiache, non consumarla più di una volta a settimana

Le teorie sono varie ma quelle più studiate e fidate sono orientate verso il no alla carne, sono più numerose, il consiglio è mangiarla solo una volta a settimana, mangiarne di più può portare a rischi di malattie cardiovascolari. Uno studio americano ribadisce che la morte prematura può essere molte volte dovuta alle malattie cardiovascolari, e inoltre affermano che l’unico tipo di carne da poter mangiare è il pesce.

Uno studio americano consiglia di limitare l’uso della carne rossa, vediamo perché

Una rivista scientifica americana di recente conferma, dichiara che per i soggetti che consumano carne rossa lavorata o no, ma anche pollame più di una volta a settimana, incorrono in un pericolo di incidenza del 3% in più di sviluppare malattie cardiovascolari.

Questi studi si basano su fonti certe che hanno effettuato i loro studi su circa 30mila persone nel raggio di 15 anni. Si consiglia ai signori consumatori di consumare la carne rossa lavorata o non lavorata, solo una volta a settimana, e di non superare al massimo una porzione.

Quando parliamo di porzione intendiamo il limite di circa 110 grammi di carne rossa, quella non trattata. Lo studio è stato molto chiaro, c’è conferma del collegamento che c’è tra carne rosse e malattie cardiovascolari e la morte prematura. Bisogna aggiungere che sulle persone che sono state oggetto degli studi, sono state tenute anche in considerazione alcune variabili, la quantità di bevande alcoliche e zuccherate consumate e quanta attività fisica veniva fatta dal soggetto in esame al giorno.


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Il modo migliore, lo pensano in molti ma non ci sentiamo di consigliarlo per ovvi motivi, per cautelarsi da tutti questi problemi e per prevenirli, sarebbe ideale modificare l’alimentazione riducendo al minimo o eliminanadolo il consumo della carne. Le soluzioni possono essere: la dieta flexitariana, nota anche come dieta semivegetariana, oppure diventare vegetariani o vegani.