Ci siamo mai chiesti da dove proviene il cibo che mangiamo?

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14/12/2019

Cerchiamo di capire da dove proviene il cibo che mangiamo.

Ci siamo mai chiesti da dove proviene il cibo che mangiamo?

Oggi ci sono parecchi dubbi sulla provenienza del cibo, l’Italia e la Francia sono le nazioni che chiedono all’UE più chiarezza sull’argomento. Ad aprile ci sarà l’obbligo di specificare l’origine degli alimenti obbligatoriamente, ma all’Italia non basta e insieme a noi a pensarla nello stesso modo ci sono Madrid, Lisbona, Atene e Parigi.

Da dove proviene il cibo che mangiamo? L’Europa se lo chiede

Nonostante il primo aprile entri in vigore la regolamentazione UE che obbliga l’indicazione dell’origine del prodotto, ci sono nazioni in Europa che chiedono di più, più chiarezza. In effetti le aziende saranno obbligate ad apportare al prodotto un’ etichetta dove dovrà essere specificato il luogo di provenienza del principale ingrediente del prodotto stesso.

Questa cosa secondo alcuni paesi europei tra cui l’Italia non sarebbe sufficiente a fare totale chiarezza e lascerebbe delle scappatoie per confondere i fatti. Infatti, insieme all’Italia, Francia, Spagna, Grecia e Portogallo chiedono ancora più chiarezza per migliorare ancora di più questa trasparenza e fare più chiarezza sulle nuove etichette da apporre ai prodotti.

Anche se senza dubbio quello di aggiungere queste etichette con questo tipo di specifiche è un passo avanti, per i 5 Stati membri non è abbastanza per raggiungere la totale chiarezza della provenienza del prodotto madre e per questo chiedono un dibattito a migliorare e a rafforzare ed evolvere questa problematica.

Non basta dire la provenienza del prodotto principale, ma bisogna essere chiari da dove proviene la materia prima, il suo modo di coltivazione, come è stata coltivata, come è stata confezionata. Bisogna permettere ai produttori di conoscere tutta la verità e la qualità dei prodotti che trattano e che non deve essere solo fatto di eccellenza ma deve essere fatto anche innanzitutto per la salute e per il rispetto del consumatore.

Tutta questa contestazione si ha perché i 5 stati che sono in disaccordo affermano che se le cose non vengono fatte per bene, rimangono ancora spazi aperti per poter commettere delle frodi e in particolare proprio per l’individuazione dell’ingrediente principale.

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