Colesterolo alto: i valori per scongiurare il rischio infarto

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18/03/2020

Colesterolo cattivo alto: ecco le nuove linee guida.

Colesterolo alto: i valori per scongiurare il rischio infarto

Negli ultimi 25 anni sono stati fatti centinaia di studi che invitano tutti a tenere i valori del colesterolo LDL basso, in modo da evitare eventi cerebro-cardiovascolari. Ci sono delle linee guida, discusse nell’ultimo Congresso a Parigi,che ci possono aiutare.

Colesterolo alto, vediamo quali sono le linee guida

  • “Le nuove linee guida sulle dislipidemie sono una conferma di quanto evidenziato dagli ultimi studi scientifici: C-LDL è il fattore causale della malattia aterosclerotica e quindi le strategie terapeutiche devono mirare ad abbassarlo il più possibile, secondo il concetto meno è meglio. Per i pazienti con un rischio cardiovascolare molto alto diventa fondamentale abbattere i livelli di C-LDL in modo significativo per allontanare il rischio di successivi eventi cardiovascolari. I nuovi target individuati di 55mg/dl per i pazienti a rischio molto alto, e 40mg/dl meno grave, testimoniano quanto il controllo tempestivo del colesterolo cattivo, diventi un aspetto imprescindibile nella presa in carico dei pazienti”.

Queste nuove guide vanno ad inserire gli inibitori PCSK9 per ridurre fenomeni cerebro-cardiovascolari e ictus. Questi hanno evidenziato dei grossi risultati positivi, in particolare nei pazienti in prevenzione secondaria. Un’ ulteriore conferma di tutto questo ci viene data dal Primario di Cardiologia Francesco Prati dall’Azienda Ospedaliera San Giovanni, che dichiara:

  • “Una conferma ulteriore sull’opportunità di inserire le nuove terapie nei protocolli terapeutici, come indicato nelle nuove linee guida ed in maniera più precoce, arriva dal recente studio indipendente EVOPACS, presentato all’ESC. L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’efficacia di evolocumab nei pazienti con sindrome coronarica acuta, quindi nella fase acuta dell’infarto miocardico. I risultati dimostrano per la prima volta che l’impiego del farmaco entro le 96 ore dall’evento è in grado di ridurre del 77% i livelli di C-LDL dopo 4 e 8 ore settimane di trattamento. Nel 90% dei pazienti è stato raggiunto il target di C-LDL di 55mg/dl, confermando l’efficacia della terapia. Nello studio è stata confermata la sicurezza e la tollerabilità di evolocumab anche in questa tipologia di pazienti”.


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Gli inibitori hanno il compito di stabilizzare la placca aterosclerotica, in modo da preservare, dopo l’infarto, ulteriori complicanze. L’esperto conclude affermando che, quando c’è un approccio aggressivo nella riduzione di C-LDL, deve essere accompagnato alla presa in carico del paziente nelle fasi dopo l’infarto.