Dolore al petto, l’esame della troponina rileva un rischio d’infarto

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08/02/2019

Un semplice esame del sangue “troponina”, può evitare un rischio d’infarto o crisi cardiovascolari, scegliendo una terapia adeguata.

Dolore al petto, l’esame della troponina rileva un rischio d’infarto

Quante volte ci preoccupiamo di un dolore al petto che ci arriva all’improvviso, non bisogna sottovalutare mai niente e anche se non si hanno sintomi, un semplice esame del sangue “troponina”, può prevenire un infarto o crisi cardiovascolari. Da un’attenta analisi dei risultati dello studio Promise effettuato su circa 4.000 pazienti, si è rilevato che elevate concentrazioni di troponina I ad alta sensibilità (hsTnI), anche all’interno del range di normalità, sono associate ad un incremento del rischio a breve termine di mortalità, infarto miocardico acuto e ricoveri ospedalieri nei pazienti sintomatici.

Troponina: marcatore con enormi potenzialità

Questo marcatore ha enormi potenzialità non sfruttate, l’autore della ricerca il prof. James Januzzi dell’università di Cambridge, si è detto entusiasta dei risultati ottenuti. L’esame della troponina identifica i pazienti con lievi danni miocardici correlati a processi coronarici, e in futuro potrebbe unirsi al giudizio clinico nell’identificare i pazienti con coronaropatie stabili nei quali adottare una strategia diagnostica e terapeutica più diretta.

Un semplice esame del sangue

Con un semplice esame del sangue è possibile prevenire un infarto e crisi cardiovascolari, anche in assenza di sintomi. I ricercatori, informano che l’infarto è un pericolo che avanza silenziosamente. Uno studio effettuato da docenti delle Università scozzesi di Edimburgo e di Glasgow e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, su circa 3.000 uomini col colesterolo alto, ma nessun precedente cardiologico. Il risultato ha confermato che l’esame della troponina ha un potere predittivo sui futuri attacchi cardiovascolari, in assenza di segnali concreti. Con l’esame troponina e il quadro clinico del paziente, è possibile da subito intervenire con terapie preventive.


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