Epidemia HIV: appello in Europa, situazione preoccupante

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21/04/2019

47 organizzazioni, tra cui la Lila, chiedono impegni concreti ai futuri membri del Parlamento europeo. “La situazione europea in relazione alle principali epidemie rimane molto preoccupante”.

Epidemia HIV: appello in Europa, situazione preoccupante

ROMA – Un impegno per attuare una risposta coordinata ed efficace a malattie come la tubercolosi, l’Hiv e la malaria costruendo una vera e propria Europa della salute. È l’appello lanciato da 47 Organizzazioni Non Governative e della Società Civile, tra le quali la Lila, ai futuri membri del Parlamento europeo. “In Europa l’epidemia di Hiv è ancora molto attiva e il virus dell’epatite C sta dilagando, è tempo, perciò, che l’Unione Europea, con gli Stati membri e gli altri paesi dell’area, assumano un ruolo di primo piano nell’organizzare una risposta coordinata ed efficace in tutta l’area coinvolgendo le parti interessate: la società civile, i servizi di assistenza sanitaria e i responsabili politici – scrive in una nota la Lila”.

HIV: la situazione preoccupante

L’appello dell’organizzazione si basa su alcuni numeri: “La situazione europea in relazione alle principali epidemie rimane molto preoccupante: nel 2017 le persone a cui è stato diagnosticato l’HIV sono state 160.000 e tra queste il 53% era in stadio avanzato di infezione. Per l’Europa centrale e orientale si tratta della pandemia più attiva. Questa parte dell’Europa registra l’80% di tutte le nuove infezioni da Hiv del continente.

Ancor più sottovalutata è l’epatite C il cui virus attacca le cellule del fegato uccidendo nella regione 112.500 persone ogni anno, nonostante esista un trattamento efficace in grado di curarla in via definitiva”. “In un appello all’impegno per un’Europa della salute, pubblicato in quattro lingue (francese, inglese, portoghese e rumeno) e firmato da 47 Organizzazioni Non Governative e della Società Civile – conclude la Lila – chiediamo ai futuri membri del Parlamento europeo e a tutte le istituzioni dell’Unione di: aumentare gli aiuti Ue allo sviluppo attraverso un maggiore contributo al Fondo globale per combattere l’Hiv, la tubercolosi e la malaria; Istituire una tassa sulle transazioni finanziarie, assegnandone gli introiti alla spesa sanitaria; attuare una politica migratoria rispettosa delle persone, comprese le appropriate necessità di assistenza sanitaria; rendere la politica Ue sulle droghe rispettosa della salute e dei diritti dei consumatori e, infine, garantire una tariffazione trasparente ed equa dei farmaci in modo che tutti i cittadini europei possano accedere ai medicinali senza discriminazioni dovute alla scarsa disponibilità economica propria o del loro sistema sanitario nazionale”.


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