Fa bene ai diabetici: ecco il cioccolato all’olio d’oliva

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21/10/2019

Ecco il cioccolato all’olio d’oliva, effetto antiossidante e niente picco glicemico.

Fa bene ai diabetici: ecco il cioccolato all’olio d’oliva

Diabete, ecco il cioccolato all’olio d’oliva con effetto antiossidante e niente picco glicemico. Stiamo parlando di un cioccolato speciale a cui viene aggiunta oleuropeina, sostanza estratta dall’olio d’oliva, ha effetti benefici ai diabetici. Due quadretti di cioccolato all’olio d’oliva sono una trasgressione sana, il cacao in dose moderate, riduce il rischio cardiovascolare.

Vediamo precisamente di cosa stiamo parlando

Ai diabetici sono vietati gli zuccheri e quindi bisogna che si cerchino prodotti speciali. Il Dipartimento di Medicina Interna e Scienze Mediche dell’Università La Sapienza di Roma, ha messo a punto il nuovo cioccolato che contiene oleuropeina, una sostanza derivata dall’olio extravergine d’oliva che contribuisce a tenere bassa la glicemia.

Mangiare 40 grammi di questo tipo di cioccolato consente ai diabetici di non modificare la glicemia, e a loro volta di sfruttare le potenziali capacità benefiche del cioccolato come l’attività antiossidante e protettiva sul sistema cardiovascolare.

Il nuovo cioccolato è stato sperimentato su 25 pazienti con diabete di tipo 2 e su 20 pazienti sani che sono stati invitati a consumare 40 grammi di crema al cacao e nocciole, normale o arricchita con il 4% di oleuropeina. I risultati hanno dimostrato che nei diabetici il consumo di cioccolato all’olio d’oliva riduce il picco glicemico che si ha due ore dopo l’ingestione del cioccolato senza oleuropeina.

Non solo, il cioccolato speciale permette un miglior utilizzo del glucosio. L’eleuropeina è stata identificata in studi precedenti ed è responsabile dell’effetto protettivo dell’olio extravergine d’oliva sul metabolismo; contenuta in olive e foglie d’olivo, fa evitare gli sbalzi di glicemia dopo mangiato che nei diabetici sono assai spiccati e che contribuiscono a un peggioramento dell’aterosclerosi e quindi a un aumento del rischio di infarto e ictus.

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