I nuovi alleati per il cuore: i mirtilli per prevenire l’infarto

I mirtilli mantengono a bada le malattie del cuore e la cosiddetta sindrome metabolica, basta consumarne 150 grammi giornalieri per far calare il rischio di infarti.

Queste bacche portentose, i frutti di bosco, mantengono a bada le malattie del cuore e la cosiddetta sindrome metabolica, basta consumarne 150 grammi giornalieri per far calare il rischio di infarti. Confortate dagli studi di medicina, esistono frutti che utilizzati nelle tradizioni mediche di alcuni paesi, possono apportare benefici sufficientemente conclamati anche a livello della ricerca scientifica.

Mirtilli: ottimo antiossidante che fa bene al cuore

Questa bacca, il mirtillo, è una fonte fenomenale di vitamine e antiossidanti, necessaria per la nostra salute interiore come per la nostra bellezza esteriore, ma non solo. Secondo i ricercatori della University of East Anglia, nel Regno Unito, questi frutti portentosi mantengono a bada le malattie del cuore e la cosiddetta sindrome metabolica, una situazione clinica in cui diverse condizioni di salute contribuiscono insieme ad innalzare il rischio di sviluppare patologie a carico dell’apparato circolatorio e diabete. Ipertensione, obesità e resistenza all’insulina, sono tra questi fattori.

Lo studio

Un team di studiosi, ha preso in esame 138 partecipanti con una condizione di sovrappeso, età compresa tra 50 e 75 anni, affetti da sindrome metabolica. E’ stato chiesto a loro, per 6 mesi di essere studiati, e ad un gruppo di loro è stato chiesto di consumare 150 grammi di mirtilli congelati quotidianamente, mentre ad un secondo gruppo è stato offerto un’alternativa simile, ma solo nel gusto: il contenuto dei mirtilli placebo era infatti composto da ingredienti e coloranti artificiali.

Si è scoperti così che mangiare una tazza di mirtilli al giorno, migliora le funzioni vascolari e la rigidità arteriosa, facendo la differenza nella riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Si è scoperto anche, che una mezza razione al giorno, cioè 75 grammi, non offriva benefici e di conseguenza si può dedurre che per ottenere benefici le persone obese e comunque nella popolazione a rischio, ci sia bisogno di una dose giornaliera maggiore di mirtilli.