Il caffè d’orzo fa male? Vediamo cosa ci dicono gli esperti

Il caffè d’orzo, e di un consumo moderato di 2/3 tazzine al giorno, porta benefici ma gli studiosi hanno rilevato una sostanza cancerogena: ecco di cosa si tratta.

Innanzitutto dobbiamo dire che tutto quello che viene assunto dal nostro organismo in modo moderato, non ci fa male. Parlando del caffè d’orzo, e di un consumo moderato di 2/3 tazzine al giorno, più che parlare dei benefici, ci possiamo concentrare su cosa “non fa” piuttosto su “cosa fa”. Il caffè d’orzo è un sostituto del caffè classico, sono molte le persone che, non potendo consumare il caffè, lo consumano giornalmente. A differenza del caffè classico, il caffè d’orzo non è eccitante, ha pochissime calorie e pochi grassi, le uniche persone che potrebbero avere dei problemi ad assumerlo, sono le persone che soffrono di celiachia, essendo l’orzo un cereale, ed essendo tale contiene glutine.

Caffè d’orzo fa male?

Si erano diffuse voci che il caffè d’orzo fa male, perché contiene, anche se una minima quantità, l’acrilamide, una sostanza che si forma a partire dall’amido dei chicchi d’orzo quando questi vengono sottoposti alle alte temperature necessarie all’estrazione. Secondo degli studi, l’acrilamide è una sostanza cancerogena che si forma nella cottura ad alte temperature degli alimenti ricchi di carboidrati e di un aminoacido, l’asparagina. Le patatine hanno una concentrazione elevatissima di questa sostanza, meno in crackers, biscotti e pane.

Sempre a detta degli studiosi, a lungo andare questa sostanza può far male, ma come detto all’inizio, dipende dalle quantità di tazzine che uno assume.

Da tenere presente, che il caffè d’orzo, è una bevanda molto antica, utilizzata molto già dagli antichi romani che la ritenevano energizzante, ricca di amido, che da una buona energia senza essere eccitante come la caffeina, ma anche ricca di vitamine e sali minerali.