Il cancro si porta via i fari della vita, nella “terra dei fuochi”, si sopravvive

Il cancro porta via la nostra viva: “La terra dei fuochi” come “Siracusa”, luoghi dove si sopravvive e non si vive.

Il cancro che non guarda in faccia a nessuno, e si porta via i fari della tua vita. Ho letto alcune storie che avete pubblicato, dando voce a quelle persone che sono vittime silenziose di un male oscuro che non dà scampo a chi lo incontra durante il percorso della propria vita, né per chi lo subisce direttamente né a chi guarda impotente portar via i propri cari. Si dico proprio impotente perché è questa la sensazione che ho vissuto io quando questo male mi ha stappato i miei genitori.

Persone che nella propria vita hanno fatto tantissimi sacrifici per poter portare avanti la famiglia e proprio quando potevano godersi la cosiddetta vecchiaia insieme, con un po’ di pace e di serenità, si è presentato puntuale a sconvolgere le nostre vite e a toglierci i nostri punti di riferimento.

La terra dei fuochi: non dà scampo

Noi viviamo nella così detta terra dei fuochi, anche qui come a Siracusa, come ho letto dalle vostre storie pubblicate, muoiono purtroppo persone di ogni età, si perché ormai questo male non ha più età, colpisce indiscriminatamente, non guarda in faccia a nessuno anziani, adulti e anche anime innocenti come i bambini.

Anche noi, in famiglia quando ascoltavamo storie in paese che questo male aveva colpito qualche nostro conoscente, pensavamo tra noi: “ma mica può capitare anche me!!”, e invece sì.

Il mio papà inizia ad avere dei fastidi alle vie urinarie e dopo diversi esami, ecco ciò che non ci saremmo mai aspettato, la diagnosi era tumore infiltrante della vescica, unica cura? Solo la cistectomia, cioè l’esportazione totale della vescica. Venne operato all’ospedale “Fondazione G. Pascale” di Napoli, pensando a dire dei dottori, che il male era stato estirpato. Per un paio di anni, il mio papà, posso dire, che aveva ripreso una vita “normale” se possiamo dire così con la menomazione subita.

Il cancro si ripresenta, togliendoci ogni speranza

Ma poi l’incubo si ripresenta, e questa volta non ha dato scampo. Dopo due anni dalla prima operazione, in cui ha svolto accuratamente tutti i controlli che gli venivano suggeriti, e a dire che solo due giorni prima aveva effettuato un tac all’addome dove risultava tutto normale, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale “Cardarelli”, per un blocco intestinale. Qui i dottori solo dopo due giorni, in cui mio padre ha sofferto, secondo me le pene dell’inferno, e noi familiari impotenti non potevamo far nulla, mi hanno riferito la sentenza più crudele. Ormai il male aveva invaso tutto l’apparato intestinale e non c’era nulla da fare, al massimo tre mesi di vita. Per me quel giorno è stato devastante, come è stato quello della sua morte.

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”