Il latte di mandorle fa male alla tiroide, bufala o verità?

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29/03/2020

Il latte di mandorla fa male alla tiroide? Vediamo cosa dice la medicina e perché quest’alimento con tanti benefici influisce sulle funzioni tiroidee.

Il latte di mandorle fa male alla tiroide, bufala o verità?

Il latte di mandorla è un alimento con pochissime calorie e un ristretto quantitativo di zuccheri, ricco di vitamina A,D ed E; inoltre  non contiene grassi saturi. Questo alimento è un’alternativa importante per chi è intollerante al latte di vaccino o al latte di soia. Aiuta l’intestino, in quanto è un alimento ricco di fibre, combatte i disturbi di digestione, gastrite ed evita la comparsa di stipsi e stitichezza.

Latte di mandorla utile per il colesterolo

Riduce i livelli di colesterolo cattivo LDL (lipoproteine) e il livello dei trigliceridi. Inoltre contiene preziosi sali minerali, che aiutano a prevenire patologie degenerative dello scheletro, come l’osteoporosi.

E’ consigliato per fortificare unghie e capelli e migliora anche l’idratazione della cute.

La tirosina sconsigliata per la tiroide

Il latte di mandorla ha tantissimi benefici, ma la domanda che ci si pone: fa male alla tiroide?

Circolano idee contrastanti sul web, ma cerchiamo di capire cosa dice la medicina.

Gli studi della medicina, in generale, sostengono che il latte di mandorla fa male ai soggetti che soffrono di tiroide. La spiegazione si trova direttamente correlata all’alimento.

La mandorla contiene la tirosina, così anche il suo latte. La tirosina è un amminoacido molto importante per il nostro organismo, ma può diventare pericoloso nei soggetti affetti da patologie tiroidee.


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Il latte di mandorla che compriamo al supermercato contiene anche isoflavonoidi che, come la tirosina, interferiscono negativamente con la produzione degli ormoni tiroidei.

Tirosina e precauzioni d’uso

La tirosina contenuta nel latte di mandorla è da assumere con attenzione nei soggetti ipertiroidei, affetti da morbo di Basedow. Inoltre è sconsigliato nei soggetti che assumono farmaci contro l’ipotiroidismo (Eutirox).

Prudenza nell’assunzione di tirosina anche per chi soffre di cefalee ed emicrania, in quanto la tirosina potrebbe aumentare questi disturbi, portando a livelli più alti la sintesi di tiramina.

Per lo stesso motivo andrebbe evitato assumere tirosina insieme con farmaci MAQ-inibitori, tra cui la fenelzina, l’isocarbossazide, la selegillina, la tranilcipromina e la moclobemide. Inoltre la tirosina è vietata in assoluto durante il trattamento di levodopa.