Intestino irritabile: come gestire frutta e verdura per chi soffre di questa sindrome

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05/12/2019

Per chi ha la sindrome dell’intestino irritabile, diventa difficile gestire l’alimentazione con frutta e verdura.

Intestino irritabile: come gestire frutta e verdura per chi soffre di questa sindrome

Per chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile, anche frutta e verdura possono risultare fastidiosi, vediamo allora come gestire questo problema, ad esempio un regime ferreo almeno per 4 settimane ed evitare determinati cibi potrebbe aiutarci. Alcune persone soffrono di sindrome dell’intestino irritabile e per questo non riescono a mangiare frutta e verdura, i sintomi possono essere: nausea, dolori addominali, crampi, diarrea o stitichezza.

Come gestire l’assunzione di frutta e verdura per chi soffre con l’intestino irritabile

A volte questo problema quando è grave può limitare la vita sociale di un soggetto, può indurre ad ansia e depressione, stiamo parlando del 10% della popolazione. Certezze sulle cause non ce ne sono, di sicuro una correlazione tra una buona alimentazione e chi ha un colon più irritabile c’è. Il problema non è semplice cosa, e che non a tutti fanno male gli stessi alimenti, ogni soggetto dovrebbe annotarsi le cose che mangia e che lo fanno sentire male. In questo caso i medicinali, secondo il sintomo, attenuano il problema al momento, ma non lo eliminano del tutto.

Può sembrare strano, ma a volte proprio i cibi ricchi di fibre che vengono dati nelle diete e che al 90% della popolazione fanno bene, possono invece dare fastidio a questi soggetti, parliamo di frutta e verdura, e perfino i cibi integrali, questo perché provocano l’iperfementazione nel colon, provocando dolori addominali, diarrea e altro. Eliminare le fibre potrebbe significare la fine dei problemi.


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La soluzione che ci viene suggerita è quella di escludere per un certo tempo i cibi che provocano fermentazione, tipo: cipolle, aglio, piselli, funghi, cavoli, broccoli carciofi, grano, cereali, mele, anguria, pesche, prugne, albicocche, ciliegie, fichi, pere e mango. Si tratta di carboidrati alimentari e subiscono un processo di fermentazione e producono gas come idrogeno e metano.

Quindi questa nuova strategia determina l’eliminazione dei sopra citati alimenti per un tempo massimo di 4 settimane e non di più per evitare altri tipi di problemi. In questo caso il consiglio in quel periodo è di consumare: arance, ananas, kiwi, fragole, finocchi, melanzane, latte di mandorla o di soia, riso, patate, cereali senza glutine.

Si raccomanda a tutte le persone che vogliono provare questo regime alimentare, di non superare le 4 settimane, andare oltre si rischierebbero alterazioni.

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