Ipertrofia prostatica benigna: vediamo qual è la cura migliore

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30/07/2019

Per i pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, la prima cosa che va presa in considerazione, sono i sintomi e l’ impatto sulla qualità della vita.

Ipertrofia prostatica benigna: vediamo qual è la cura migliore

Per i pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna, la prima cosa che va presa in considerazione, sono i sintomi e il loro impatto sulla qualità della vita. Per capire tutto questo, si dovrebbe compilare un questionario, che permette di attribuire un punteggio ai disturbi che il paziente riferisce, e ai risvolti, più o meno negativi, che hanno sulla sensazione di benessere. Esistono poi delle valutazioni strumentali per indagare, tra cui il volume della prostata, lo svuotamento della vescica, la situazione dell’apparato urinario. Il dato più importante rimane sempre la gravità dei sintomi, ci sono prostate piccole molto disturbanti, o prostate voluminose che sono silenti.

Ipertrofia prostatica: vediamo quando i sintomi necessitano di un trattamento

Possono essere utilizzate due categorie di farmaci: gli alfa-litici, che agiscono facilitando lo svuotamento vescicale, possono presentare alcuni effetti collaterali come un lieve abbassamento della pressione, o una riduzione parziale o totale del volume del liquido seminale emesso durante l’eiaculazione; la finasteride o la dutasteride, che agiscono riducendo nel tempo, il volume della prostata, effetti collaterali possono essere un certo livello di riduzione dell’erezione, o la comparsa di gonfiore al seno.

Terapia combinata: la combinazione delle due categorie di farmaci

La terapia combinata si è rivelata la più efficace nel rallentare la progressione della malattia, ritardando i tempi dell’intervento chirurgico. Dopo un pò di tempo dalla terapia medica, nel caso i medicinali non bastassero, per l’intervento chirurgico, ci sono diverse opzioni.


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Lo standard riconosciuto resta la resezione endoscopica trans uretrale della prostata, che consente di asportare la porzione interna della prostata, il suo nocciolo, grazie ad uno strumento endoscopico introdotto attraverso l’uretra. In alcuni casi si può usare il laser, o ad olmio o tullio, che permette di asportare o vaporizzare l’adenoma.

Nel caso di ipertrofie voluminose, può essere preso in considerazione anche l’intervento a cielo aperto, oggi sempre meno praticato. L’effetto collaterale più tipico è rappresentato dalla perdita, più o meno completa o definitiva, dell’eiaculazione, che solo in alcuni casi rari, può essere recuperata nel tempo.

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