Ipocondria: come combattere la paura delle malattie

-
17/07/2020

L’ipocondria è un disturbo da ansia da malattia, che porta chi ne soffre a temere di contrarre una malattia o un certo disturbo. In genere l’ipocondriaco è colui il quale sta sempre molto attento ai cambiamenti nel suo corpo e alle sensazioni che esso gli restituisce. Si sottopone frequentemente a test diagnostici, senza attenuare mai il senso di ansia e di terrore che gli viene causato dalla “paura delle malattie”. Ecco come imparare a vincerla.

Ipocondria: come combattere la paura delle malattie

Ipocondria: molto spesso si tratta di una situazione psicologica in cui vive chi soffre della “paura delle malattie”. Seppur con questo nome in passato s’indicava una situazione patologica lievemente diversa, il termine esiste da un po’. In psicologia clinica, oggi, la si riconduce più ad un vero stato mentale. L’ipocondria è una sopravvalutazione dei sintomi che si avvertono ( o che spesso sono totalmente inesistenti). Chi ne soffre, vive stati d’ansia e di paura, esasperando i segnali che il corpo manda.

Ipocondria: di cosa si tratta?

Esistono, molto semplicisticamente, due forme di ipocondria: quella di chi avverte nella realtà dei sintomi, ma li esaspera e quella di chi li avverte quasi immaginandoli completamente. Molto spesso il corpo somatizza i sintomi di una malattia, ma solo per una potente opera del cervello. L’ipocondria genera una preoccupazione esagerata, un vero stato di ansia e stress che alterano fortemente il benessere psicologico dell’ipocondriaco.

In realtà, questi è una persona estremamente attenta al linguaggio del proprio corpo; nota subito un alterazione del ritmo cardiaco, un aspetto diverso ed improvviso della propria pelle oppure spesso si trova somatizzare sintomi che sono da altri descritti (avvertendoli come propri).


Leggi anche: Bonus ristorazione (Mipaaf) Covid e fondo per la filiera: arriva la proroga al 15/12, ecco le istruzioni con i codici Ateco

Ipocondria: molto spesso è una condizione psicologica

L’ipocondria non diminuisce con l’aumentare della frequenza dei controlli o dei test diagnostici. Nessuna rassicurazione è sufficiente, nessun consulto medico. Se chi ne soffre si trova persino ad essere fortemente empatico, avvertirà i sintomi anche solo di una malattia (grave o superficiale) di cui soffre chi gli sta accanto.

Su Internet, poi, l’ipocondriaco passa gran parte del giorno nella ricerca di possibile patologie di cui iniziare a soffrire, senza possedere alcuna base conoscitiva medica.

Spesso, chi ne soffre, è una persona che tende a voler avere il controllo su tutto, fortemente calcolatrice e meticolosa; così facendo, la persona che soffre di ipocondria, riesce a poter controllare anche il proprio corpo.

Ecco come imparare a gestirla:

La cura per l’ipocondria (escludendo i casi clinici più gravi) è fortemente psicologica. In genere, il ricorso al terapeuta, viene consigliato a quei soggetti che, pur soffrendo di questo disturbo, sono pienamente consapevoli che spessissimo esagerano i sintomi che il corpo gli restituisce. Questo tipo di cura è adatto a chi è consapevole di esasperare l’ansia da malattia.


Potrebbe interessarti: Conto corrente, multe salate a Natale: quando scattano e come evitarle

Nei casi più gravi, invece, l’ipocondria và curata con il ricorso ad uno specialista e a dei farmaci. Chi ne soffre sporadicamente ed in maniera superficiale, invece, tenga presente che il cervello è un arma potentissima e che spesso il corpo restituisce solo  i sintomi di qualcosa che è la nostra psiche a comandare.