La cura dei capelli: genetica, dieta ed abitudini errate

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28/07/2020

La cura dei capelli: genetica, dieta ed abitudini errate: ecco da cosa dipende avere una chioma rigogliosa e forte.

La cura dei capelli: genetica, dieta ed abitudini errate

Com’è formato il capello? Questo importante elemento del nostro corpo si compone di 3 strati: la cuticola esterna e protettiva, la corteccia ed il midollo mentre il suo colore deriva dalla melanina che lo “tinge” scuro(eumelanina) o chiaro(feomelanina); con il trascorrere degli anni la quantità di melanina prodotta dal nostro corpo diminuisce provocando un progressivo sbiancamento della cute.

Come curare i capelli

I nostri capelli, come tutto il corpo, necessitano di cure specifiche che vanno ben oltre la semplice “acconciatura”; i prodotti cosmetici utilizzati e la frequenza del ” taglio”, in quanto il loro stato di salute dipende da molteplici fattori esterni ed interni: quelli esterni sono riconducibili principalmente in lavaggi con detergenti inadatti e/o particolarmente aggressivi ed esposizioni prolungate a sole, cloro e smog; quelli interni alla genetica ( fondamentale nei processi che riguardano i capelli), l’età, la dieta ed eventuali variazioni ormonali; in entrambi i casi il campanello d’allarme sarà l’eccessiva caduta accompagnata da assottigliamento e diradamento che può arrivare, addirittura, alla formazione di chiazze prive di follicoli; in presenza di queste situazioni si dovranno evitare diete rigorose e sbilanciate, il fumo ed un uso eccessivo di piastre e phon troppo “caldi” che, rovinando la cuticola, portano alla rottura dei capelli; sarà, invece, da privilegiare l’assunzione di vitamine ed antiossidanti che, rinforzando la struttura dei capelli, eviteranno la loro caduta.

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Indicatore delle condizioni del nostro corpo

Insieme alle unghie ed alla pelle, i capelli sono gli indicatori del nostro stato di salute soprattutto con riferimento ad eventuali carenze alimentari, stress, ipertiroidismo; una caduta nell’ordine dei 50 al giorno non deve, però, preoccuparci rientrando nella loro fisiologica sostituzione; solo una perdita più abbondante e che si protragga per oltre 4 settimane può essere indice di patologie da accertare con l’ausilio di un medico specialista.


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