La vitamina D: energia che viene dal sole, benefici

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01/06/2020

La vitamina D è l’energia che viene dal sole. È una vitamina liposolubile e la parte non utilizzata dall’organismo viene incamerata dal fegato e rilasciata gradualmente, nella quantità utile, al momento necessario.

La vitamina D: energia che viene dal sole, benefici

La vitamina D è presente in due specie: l’ergocalciferolo  che viene assunto con l’alimentazione ed il colecalciferolo prodotto direttamente dal nostro fisico, soprattutto tramite la sintesi cutanea, attraverso la sintetizzazione di una proto vitamina – già localizzata nella nostra epidermide – con l’aiuto determinante dei raggi solari che vengono assorbiti dal corpo.

Vitamina D: Ruolo nella nostra salute e sua assunzione

Questa vitamina è indispensabile nel metabolismo del calcio che serve alla calcificazione delle ossa; essa è anche importante per contenere i valori di calcio e fosforo nel sangue. Anche se la grande maggioranza della vitamina D acquisita proviene dalla produzione cutanea in uno con l’assorbimento dei raggi solari conseguente all’esposizione al sole, una parte di essa può essere introdotta con gli alimenti: i più ricchi sono i pesci grassi, come tonno e salmone, il latte ed i formaggi.

Nei tempi antichi si era soliti usare l’olio di fegato di merluzzo come integratore di vitamina D e per contribuire allo sviluppo scheletrico dei bambini e degli adolescenti tant’è che veniva considerata ” anti rachitismo “.

Fabbisogno quotidiano, carenza ed eccesso

Ogni fisico necessita di un preciso apporto di vitamina D che, normalmente, varia tra le 300 e le 400 u.i.(unità internazionali di misura) pari a circa 0.4-0.7 grammi. Una carenza di questo elemento, riscontrabile con un accertamento clinico specifico chiamato M.O.C.(mineralometria ossea computerizzata), può portare nel tempo ad osteoporosi e fratture ossee; può essere combattuta con l’assunzione di integratori appropriati; sintomi specifici di un eccesso sono, invece, inappetenza, crampi muscolari, calcoli renali e calcificazione dei tessuti non ossei; a quel punto occorrerà evitare una lunga esposizione ai raggi solari e astenersi dai cibi ricchi di vitamina D.


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