La vitigline: trattasi di patologia piuttosto rara e particolare

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03/11/2019

La vitigline, è una patologia dermatologica piuttosto rara e particolare, c’è chi l’ha trasformata in un punto di forza.

La vitigline: trattasi di patologia piuttosto rara e particolare

Non tutti riescono a condividere con altre persone che si è affetti da questa patologia piuttosto rara e particolare che si manifesta con uno sbiancamento localizzato e diffuso della pelle. Molte persone importanti e star sono affette da questo problema e non lo nascondono, e poi c’è chi addirittura ne ha fatto un punto di forza come la modella Winnie Harlow e l’ex gieffino Luca Onestini.

Si tratta di una patologia dermatologica rara e particolare, conosciamola

La vitigline è una malattia autoimmune, praticamente una patologia in cui il sistema immunitario, oltre che a difenderci da agenti di qualsiasi tipo esterni, colpisce parti del nostro corpo creando tutta una serie di alterazioni in base all’organo interessato. Nel caso della vitigline il bersaglio è dai melanociti, cellule che producono melanina, che in questo caso vengono distrutte causando così la comparsa di macchie bianco latte che possono palesarsi un pò dovunque, compreso cuoio capelluto o regione oculare.

È contagiosa o pericolosa?

Sulle ragioni e cause di questa malattia non ci sono ancora certezze; può essere presente una certa familiarità, ma in alcuni casi i pazienti riferiscono l’insorgenza in seguito ad un evento traumatico che sia stato fisico o psicologico.


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È importante tranquillizzare il paziente sul fatto che non sia né contagiosa né pericolosa per la sua salute. Dall’altra parte però non deve essere sottovalutata sotto forte impatto emotivo di chi la vive che potrà portarlo all’isolamento e alla depressione.

Diagnosticare non è cosa semplice, in particolare per chi ha la pelle chiara, più evidente quando si inizia a prendere il sole. Rivolgersi subito ad un dermatologo che con la luce Wood, una luce ultravioletta, potrà valutarne l’estensione.

Esiste una cura?

Le terapie non danno certezza di ottimi risultati e comunque vanno personalizzate e valutate in base allo stadio della patologia; su viso e tronco ci sono stati grandi miglioramenti, meno invece su mani e piedi. Una buona speranza arriva da Boston, esiste un farmaco topico, il Ruxolitinib, sta dando dei risultati positivi che si aggirano intorno al 50%.

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