Mamma amputata, il cancro ha preso mia figlia Irene, guerriera col sorriso

Diritto alla vita, non si può morire a 22 anni di cancro, una madre i figli lì mette al mondo non dentro una bara. La storia di Irene la guerriera col sorriso.

Irene muore di cancro a solo 22 anni a Siracusa, in una terra dove il diritto alla vita viene negato. Don Palmiro Prisutto, il parroco della diocesi di Augusta, in Sicilia, da quattro lunghissimi anni ha redatto un registro con la lista dei morti di tumore di Augusta. In questa zona della Sicilia si muore per il cancro, per l’inquinamento. Irene con il suo sorriso è una vittima di questo sistema assurdo che preferisce seppellire anziché dare vita.

La storia di Irene: la guerriera col sorriso

Mia figlia Irene nasce il 4-4-1994 a Siracusa e nasce SANA. Irene, si diploma a 18 anni e dopo fa un anno di università. Lascia l’università per motivi personali e inizia a lavorare in un supermercato insieme al padre. Irene amava leggere, amava la musica, i concerti erano la sua passione…Irene era famiglia.

Inizia il calvario, viene diagnosticata una semplice influenza

Nel settembre 2015 Irene prende l’influenza che curiamo come tale. L’influenza passa ma resta una tosse fastidiosa e insistente. La porto per ben tre volte dal medico di famiglia ,il quale la visita tutte e tre le volte le dice che non ha niente. La quarta volta, Irene mi chiama dal lavoro e mi dice che sta male. La riporto dal medico,il quale oscultandola, dice che stavolta sente un sibilo nel polmone sinistro. Consiglia le radiografie al torace. 

Il cancro cammina ma nessuno se ne accorge, le diagnosticano una broncopolmonite

Facciamo subito le lastre e il radiologo diagnostica una BRONCOPOLMONITE.
Irene viene curata a casa per 11 giorni con pennicilline e cortisone….ma Irene non migliora.
Rifacciamo le lastre e lo stesso radiologo ci ripete BRONCOPOLMONITE .
Noi non convinti portiamo Irene dal primario di pneumatologia all’ospedale. Appena il primario vede le lastre di Irene, sbianca e fa la solita domanda di rito: signorina lei fuma? La risposta di Irene è un secco NO!

Il mondo ci crolla sotto ai piedi, il cancro cammina veloce 

Irene viene ricoverata immediatamente e da lí iniziano tutti gli accertamenti fino alla TAC.
Il 29 di ottobre 2015 l’esito della TAC é catastrofico.
Ci dicono che la situazione di Irene è grave e che non c’è tempo da perdere. 
Ci consigliano di partire immediatamente per il San Matteo a Pavia.
Il mondo c’è crollato addosso e il pavimento c’è sprofondato sotto i piedi.
Il primo di novembre 2015, Irene viene dimessa dall’ospedale e il 2 alle 06:00 del mattino eravamo giá sul volo .
Partimmo tutti e 4. Ci consigliarono di portare con noi anche mio figlio Massimiliano, che aveva 15 anni. 
Irene arrivó distrutta al Pronto Soccorso del San Matteo.  

Le chiesi: Irene com’é? E lei: mamma sono senza fiato

Inimmaginabile pensare mia figlia senza fiato, lei che ai concerti cantava a squarciagola.
Fu ricoverata in ematologia,  perché qui a Sr. pensavano che fosse un problema al sangue. Ma dopo il primo esame istologico al linfonodo al collo, scoprimmo che si trattava di tumore al polmone. Esattamente: ADENOCARCINOMA POLMONARE AL QUARTO STADIO CON MUTAZIONE ALK.

Qualcosa aveva fatto impazzire le sue cellule

Irene venne trasferita nel reparto oncologico e da lí iniziò il suo calvario.
Irene era giá terminale. Era piena di metastasi: fegato, ossa, testa…
A Irene non le fu risparmiato nulla.
Ricordo la sua disperazione nel sapere che non avrebbe potuto avere figli. Ricordo la sua disperazione nel sapere che avrebbe perso i capelli. 
Era solo una ragazzina di 21 anni. 

Per combattere il cancro fece due cicli di chemio, ma Irene …

Iniziò la chemio come da protocollo. Ne fece due cicli…Il secondo ciclo la distrusse 
Nausea, vomito, sudorazione notturna,  anoressia,emorragie polmonari.
Siamo rimasti tre mesi a Pavia.
L’ultimo ricovero il più lungo: più di un mese. Passammo tutte le feste in ospedale.  Ci dissero che non sarebbe arrivata a Natale. 

Irene voleva tornare a casa, nella sua terra a Siracusa

I medici presero la decisione di ricoverarla in un hospiss a Belgioioso…Irene doveva aspettare lí la sua fine. Per noi decisione inaccettabile. Decidiamo di riportarla a casa. Incontrammo molte difficoltà da parte dei medici. Ci fù rifiutato il volo umanitario da parte dell’oncologa che seguiva Irene nonostante la prognosi di Irene fosse infausta a breve. 

Prendemmo un volo privato per riportare a casa Irene.  9.200,00 euro soldi che non avevamo e che ci furono prestati dalla famiglia. 

Finalmente riportiamo Irena a casa, ma niente è più lo stesso

Il 26 gennaio 2016 riportiamo Irene a casa. Ma niente era più lo stesso.
A Febbraio mio marito parte per Perugia con le carte di Irene. Ci avevano detto che lí c’era la Dottoressa dei miracoli. 

Si apre una speranza, la dottoressa dei miracoli ci dice: “c’è ancora tanto da fare per sua figlia”

Sig. T. Per sua figlia c’è ancora tanto da fare….così gli disse….  la porti qui…facciamo un ricovero di 3 giorni, il tempo che io le sistemo la terapia.
Partimmo in nave (era l’unico mezzo per poter far viaggiare Irene) la sera del 7 marzo 2016. Arrivammo l’indomani.  Il ricovero era previsto per il 9 marzo di pomeriggio. Dopo due mesi esatti Irene muore a Perugia…9 maggio 2016 alle ore 7:45  mia figlia si spegne.

In questi due mesi rimane ricoverata in ospedale. Fa 5 sedute di radioterapia. Ha dolori terribili alle ossa.. un calvario .

Il 2 aprile peggiora improvvisamente. Ha insufficienza respiratoria.  Le tolgono un litro di liquido dal polmone ma la situazione di Irene peggiora da un secondo all’altro. 

Mamma aiutami soffoco

Ricordo mia figlia con la mascherina dell’ossigeno e le mani al collo: mamma aiutami soffoco 
Alle 22:00 decidono di portarla in sala rianimazione.
Le dissi: Irene non ti preoccupare qui ti aiutano a  respirare 
Entrammo poco dopo ..Irene era in coma farmacologico. Intubata, attaccata al respiratore….nuda.
La mia bambina…Era scesa all’inferno. 
Il 4 di aprile, Irene compií 22 anni…in sala rianimazione

37 maledetti giorni

Ci rimase 37 maledetti giorni. Ho visto mia figlia con tubi dappertutto,  immobile, piena di piaghe, violata in tutto. Il suono di quel maledetto respiratore lo sento ancora.
Irene il 7 maggio entra in coma irreversibile e muore il 9 maggio lasciandomi nella disperazione più totale. Da Perugia a Siracusa me la porto dentro una bara
La morte di un figlio è contronatura perché una madre i figli lì mette al mondo non dentro una bara.

Sono una madre amputata
Mia figlia si chiama Irene…. La guerriera col sorriso

Il cancro prende le nostre vite, i nostri cari, i nostri sorrisi

Vorrei raccontare la storia del popolo che piange i familiari morti di cancro, che lotta contro un sistema ingiusto che non tutela la salute dei cittadini. La storia di gente che ogni giorno deve lottare sperando di non ammalarsi e di non vedere i propri cari cadere vittime del cancro. Genitori, figli che piangono i loro cari morti ingiustamente a causa di un sistema corrotto che si gira dall’altra parte di fronte ad un ecosistema inquinato che mette a rischio la salute di molti, troppi. Vorrei dare voce al popolo e sensibilizzare più persone possibili, nella speranza che qualcosa si muova. Tutti uniti contro la lotta della vita, perché vivere è un diritto che non ci può essere negato. Solo se siamo uniti vinceremo contro un sistema che preferisce seppellire anziché dare vita. 
Raccontatemi la vostra storia, il vostro appello, mandatemi una mail a: [email protected]
 

Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”