Parassita Xylella: Italia e Europa rischiano una grossa epidemia

L’Autorità Europea della sicurezza alimentare ha redatto dei suoi pareri secondo l’epidemia che ha colpito l’olivicoltura pugliese, pericolo in Italia.

L’Efsa (Autorità Europea della sicurezza alimentare) ha redatto dei suoi pareri secondo l’epidemia che ha colpito l’olivicoltura pugliese, si parla di un coinvolgimento di 4 milioni di alberi e circa 50 mila ettari di uliveti, e ci si preoccupa sull’impatto della produzione di olio di oliva in Puglia, prima produttrice in Italia. 

L’intera Europa è ritenuta a rischio, in quanto ancora non si conoscono i metodi per contrastare e distruggere la Xylella. I ricercatori dell’Efsa, dopo aver effettuato delle simulazioni a computer, hanno scoperto che le zone più colpite sono quelle dell’Europa meridionale, in primis l’Italia.

Purtroppo le conoscenze scientifiche sono ferme ai rapporti del 2015, anche perché tra ricorsi amministrativi e altre indagini giudiziarie in Puglia, le misure sono state adottate in ritardo.

Parassita Yylella: i sintomi

La lotta alla Xylella è complicata dal momento in cui si manifestano i sintomi. In assenza di cure il controllo degli insetti vettori e la corretta e tempestiva applicazione delle misure di emergenza attualmente in vigore a livello UE risultano decisive, stiamo parlando del taglio delle piante infette e di quelle suscettibili di infezione nel raggio di 100 metri. Questa distanza è stata contestata dall’Efsa, in quanto afferma che riuscendo a fare una diagnosi precoce della malattia, si potrebbe intervenire meno invasivamente e quindi ridurre la zona di eradicazione inferiore ai 100 metri.

Xylella in Italia

Il fenomeno della Xylella non è presente solo in Italia, è stata scoperta in Puglia nel 2013, responsabile della sindrome di disseccamento rapido degli ulivi, nel 2015 è stato individuato in Francia, in Corsica, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Nel 2016 è stata la volta delle Baleari, sono stati infettati ulivi e viti e mandorle, nel 2017 è toccata alla Germania, è stata infettata una sera, e ultima la Spagna dove è stata infettata una coltivazione di mandorli ad Alicante.

Purtroppo nel 2019 sono state individuate altre due zone interessate alla Xylella, uno in Italia, precisamente sul Monte Argentario in Toscana, e l’altro in Portogallo, già sono in atto le misure raccomandate da Bruxelles.

Il Presidente dell’Efsa afferma che le nuove informazioni rese disponibili dopo il loro ultimo parere pubblicato nel 2015, hanno consentito di fare importanti passi in avanti. Afferma anche che è fondamentale continuare ad investire nella ricerca in modo che gli studi possano non solo ad aiutarci a combattere e a controllare le epidemie, ma cosa più importante è quella di prevenirle.