Protesi mammarie: rischio tumore, fate attenzione!

Le protesi mammarie possono sviluppare una forma di cancro ecco di cosa si tratta

Secondo il Breast Meeting di quest’anno, tutte le donne devono essere messe in guardia per quanto riguarda il rischio del BIA-ALCL. Praticamente si tratta di un linfomanon Hodgkin associato agli impianti mammari.

Raccomandazione per le donne a cui vengono impiantate le protese mammarie

I medici chirurghi, in Inghilterra sono obbligati ad informare le donne del BIA-ALCL, che sarebbe una forma di tumore, associato agli impianti mammari. L’obbiettivo dei medici chirurghi che hanno partecipato al Breast Metting a Londra quest’anno, è stato quello di garantire alle donne che devono subire un intervento mammario di essere a conoscenza di questo tipo di cancro.

Per quanto riguarda il nostro Paese, bisogna prendere la stessa identica consapevolezza del problema. Tantissimi medici esperti riuniti al Breast Metting a Londra, hanno affermato che non sempre tutte le donne cui vengono impiantate protese mammarie, sono a conoscenza del reale rischio che corrono. Si tratta praticamente di un tipo di cancro chiamato Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule.

Un esperto medico di chirurgia plastica, Nigel Mercer, esaminando BIA-ALCL ha affermato: ‘’ Lo so per certo, perché ho visto pazienti che non sano stati avvertiti che c’è un rischio di BIA-ALCL da parte della clinica o del chirurgo che hanno visto ’’.

Anche se il rischio è minore, le donne devono comunque essere informate a cosa stanno vanno incontro, nel momento in cui vengono impiantate le protesi mammarie, c’è il rischio di uno sviluppo del cancro associato proprio alle protesi impiantate.

Sulla pagina ufficiale dedicata proprio a questo tipo di tumore chiamato Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule si può trovare il seguente comunicato:

protesi mammarie, fate attenzioneLeggi anche: Ricerca italiana: “Identificati geni che regolano la comparsa di tumori nella sclerodermia”

‘’In Italia un significativo incremento dei casi diagnosticati è stato registrato dopo l’emanazione della Circolare n. 0011758 dell’11/03/2015 che aveva come obiettivo quello di sensibilizzare tutti gli operatori sanitari del settore a porre una corretta diagnosi di ALCL in presenza di sintomatologia sospetta. Nella stessa circolare sono contenute tutte le indicazioni per consentire agli operatori sanitari la segnalazione al Ministero della Salute dei nuovi casi di BIA-ALCL diagnosticati. Si rammenta l’obbligatorietà della segnalazione ai sensi degli articoli 9 e 23 del Decreto Legislativo 46/97. Ad oggi, il data base Ministeriale registra 30 casi. Il Ministero della Salute sta monitorando i casi clinici italiani grazie alla collaborazione instaurata con i vari operatori sanitari che sul territorio hanno diagnosticato e stanno seguendo le pazienti nel loro follow-up clinico. Da uno studio retrospettivo effettuato sui casi italiani è stato possibile stimare una incidenza del BIA-ALCL in Italia di 2.8 casi su 100.000 pazienti a rischio nel 2015. L’insorgenza dei sintomi varia da 1 a 22 anni dalla data dell’impianto, con un tempo medio di 6,8 anni. Il tempo medio alla diagnosi è stato valutato di 7.8 anni dalla comparsa dei primi sintomi (consulta Campanale, Boldrini, Marletta. 22 casi di ALCL associato ad impianto mammario: consapevolezza e risultati del monitoraggio da parte del Ministero della Salute italiano). Sono circa 49.000 le protesi mammarie impiantate ogni anno in Italia e benché il numero di casi risulti essere molto basso in rapporto al numero di dispositivi utilizzati, riteniamo di dover continuare a seguire il problema. Un’azione coordinata europea ed internazionale diventa quanto mai più importante poiché solo il follow-up a lungo termine di un elevato numero di soggetti affetti potrà consentire di formulare ipotesi eziopatogenetiche e protocolli di trattamento univoci, in seguito ai quali ci si potrà esprimere correttamente anche sulla prognosi della patologia.’’

Ionela Polinciuc

Mi chiamo Ionela Polinciuc, sono nata in Romania e ho vissuto a Roma e Darfield. Amo viaggiare, e questo percorso mi ha permesso di conoscere altre realtà importanti e migliorare le mie capacità di adattamento a svariati contesti. La mia passione per scrivere, mi ha portato a collaborare con diversi giornali, da ormai 3 anni.