Tiroide: il freddo è un sintomo da non sottovalutare

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29/03/2020

L’incapacità di sopportare il freddo è un sintomo da non sottovalutare, potrebbe essere una mal funzionamento della tiroide, ecco perchè.

Tiroide: il freddo è un sintomo da non sottovalutare

I sintomi da non sottovalutare che influiscono sulla tiroide sono tanti, tra questi vi è il freddo: quando vi sentite raggelare e niente vi riscaldi, è il momento opportuno per fare un esame del sangue e misurare il valore del TSH. Il freddo costante può nascondere vari sintomi,  l’incapacità di sopportare il freddo soprattutto negli anziani e nelle donne, potrebbe nascondere un funzionamento carente della tiroide.

La tiroide regola molte funzioni

La tiroide è una ghiandola molto importante per il nostro organismo. La sua forma è simile a una farfalla e si trova nel collo. Produce importanti ormoni e li regola tra loro come una centralina di controllo, influenza il ritmo cardiaco, la forza muscolare, la fertilità, e tant’altro.

Ipotiroidismo: di cosa si tratta?

L’ipotiroidismo colpisce generalmente le donne, legato alla carenza del funzionamento della valvola tiroidea. I disturbi sono molteplici: stanchezza, aumento di peso (anche se non è cambiata l’alimentazione e l’attività fisica), l’intestino non è più lineare, si alterna senza un motivo apparente.

In linea generale queste situazioni non creano grossi problema. Maggiore attenzione va considerata nelle donne in gravidanza e nelle persone anziane.


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Le persone anziane ne risentono di più perché con il passare degli anni si ha un calo delle funzioni della tiroide e potrebbe portare, sempre considerando l’intero quadro clinico, alla depressione o a un’involuzione, e peggiorando lo stato di deterioramento psichico.

L’ipotiroidismo opportunamente trattato con farmaci non crea alcun problema alla vita di ogni giorno. Basta seguire una terapia appropriata e controlli periodici. Per sapere se la terapia che si sta effettuando è efficace viene effettuato un esame del sangue che permette di valutare i valori del TSH (l’ormone prodotto dall’ipofisi che regola la sua produzione ormonale e il corretto funzionamento della ghiandola).

Di solito la misurazione viene effettuata a seconda della terapia e del quadro clinico del paziente ogni 6 mesi o ogni anno, a discrezione del medico.