Training autogeno: cos’è e quali benefici apporta al nostro corpo

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05/09/2020

Il training autogeno è una tecnica di miglioramento del benessere psico-fisico, basato su alcuni semplici esercizi. Praticarlo è davvero facile e, in pochissime mosse, gestire ansia e stress diventerà subito più semplice. Ecco come.

Training autogeno: cos’è e quali benefici apporta al nostro corpo

Training autogeno: una tecnica di rilassamento terapeutico. Si tratta di una tecnica ideata dallo specialista Johannes Heinrich Schultz nel ventesimo secolo, fondata su alcuni esercizi in grado di migliorare il benessere psicologico e fisico. I presupposti ricalcano molto quelli delle tecniche di rilassamento zen tipiche del buddismo. Si tratta, grossomodo, di assumere certe posizioni corporee che sembrano in grado di favorire il rilassamento.

Training autogeno: ecco di cosa si tratta

L’etimologia del training autogeno deriva dal greco “autos” e “genos” e letteralmente traduce l’espressione “che si genera da sé”.  Si tratta del perfezionamento di antiche tecniche basate sullo studio del sonno e dell’auto-ipnosi. Nel libro sul training autogeno, Schultz parla proprio della tecnica “del lasciarsi andare” come la base del metodo. Il sapersi concentrare sul proprio corpo e sulle sensazioni che lo stesso restituisce, fa perdere il contatto con il mondo esterno. La capacità di sapersi rilassare inizia allora a dipendere solo da noi stessi. Secondo  lo specialista, la tecnica è in grado di ristabilire il contatto sinergico e l’equilibrio tra il sistema nervoso vegetativo e quello endocrino. Per poterlo meglio praticare, è consigliabile approcciarsi alla tecnica con l’ausilio di un terapeuta in grado di farlo, ma non manca chi si cimenta con pochi esercizi che si possono trovare anche sul web. Le posizioni da assumere sono infatti piuttosto semplici e s’identificano con quelle che in genere favoriscono il sonno ed il riposo.


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Ecco come puoi praticarlo:

Sono grossomodo tre le posizioni su cui si basa il training autogeno . La prima, è la posizione che si assume più comunemente durante il riposo. Si tratta della posizione supina di quando ci si distende completamente pancia sopra. Il tutto ad occhi completamente chiusi. La seconda posizione consiste nello stare seduti (anche comodamente su una poltrona dotata di uno schienale) e con i piedi che toccano comodamente il pavimento. Si rilassa la schiena e, con essa, gli arti superiori ed inferiori. L’ultima posizione del training autogeno è quella della del cocchiere, in cui ci si siede su uno sgabello, rigorosamente senza schienale, ed a testa in giù, per rilassare tutto il corpo. Il tutto viene ripetuto secondo certe sessioni e ritmi ( su internet si trovano anche video-guida semplicissimi). Dopo soli due mesi si iniziano a notare i primi miglioramenti: curare ansia, stress, disturbi alimentari e disturbi del sonno diviene più facile.