Tumore al colon-retto, una grande scoperta che porterebbe alla guarigione

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11/10/2019

Una nuova sensazionale scoperta arriva dal mondo della medicina e riguarda il tumore al colon-retto: è stato scoperto il suo tallone di Achille!

Tumore al colon-retto, una grande scoperta che porterebbe alla guarigione

Una buona notizia è stata diffusa di recente e riguarda la lotta ai tumori del colon-retto. Per la precisione, a darci delle speranze è l’Istituto di Candiolo, in provincia di Torino. Grazie alla collaborazione con il Sanger Institute di Cambridge, l’equipe guidata dai professori Livio Trusolino e Andrea Bertotti ha identificato una proteina responsabile della crescita di uno specifico tipo di cancro, avendo così la speranza di poterlo distruggere e far guarire numerosi malati.
Vediamo di seguito, nel particolare, cosa dice questa sensazionale scoperta.

Scoperta la proteina che genera il tumore al colon-retto

Nello studio condotto, emerge che i tumori MSI sono caratterizzati da instabilità dei microsatelliti, piccole porzioni ripetute del DNA che iniziano a mutare se entrano in contatto con agenti cancerogeni.

Nei tumori MSI il DNA non ha più la possibilità di riparare questi errori e genera proteine aberranti, responsabili della crescita del cancro.

Grazie a questa ricerca scientifica, c’è la possibilità, oggi, di individuare queste proteine e disattivarle una a una per capire quali possono portare la massa neoplastica alla regressione e alla morte.

Sappiamo, poi, che per il cancro al polmone i farmaci biologici riescono a risolvere il 10% dei casi, così da poter evitare al paziente di cominciare delle cure più invasive.


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All’istituto Sanger di Cambridge il team del professor Mathew Garnett è riuscito a rimuovere sistematicamente migliaia di proteine in centinaia di tumori diversi.

In particolare, i laboratori di Candiolo si sono concentrati sul cancro del colon-retto di tipo MSI.

Da questi studi è emerso che quando la proteina WRN veniva disattivata, il tumore iniziava a regredire fino a morire, come capita nelle terapie di successo oggi utilizzate in clinica.

Nonostante questa sensazionale scoperta, la ricerca è ancora agli albori, infatti affronterà a breve la prima fase di trial clinico e si potrà sviluppare un farmaco soltanto fra altri anni.

La speranza, però, c’è e sembra avere un motivo dato che questa cura si è mostrata davvero ottima anche in casi di in cui l’immunoterapia fallisce.

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