Tumore alla cervice uterina: per la donna arriva l’auto-screening preventivo

-
11/11/2019

Tumore al collo dell’utero, arriva l’auto-screening preventivo per tutte quelle donne che saltano i controlli, si fa a casa.

Tumore alla cervice uterina: per la donna arriva l’auto-screening preventivo

Il tumore al collo dell’utero per la donna è la quarta neoplasia più diffusa a livello mondiale, ma si è arrivati ad un grande traguardo, arriva l’auto-screening preventivo, arriva grazie ad un team di Londra, viene data molta fiducia e speranza per le donne che vanno da un età di 15 anni a 44 anni, e in realtà un test “casalingo” finalizzato ad individuare le lesioni pre-cancerose.

Tumore alla cervice uterina: vediamo di capire di cosa stiamo parlando esattamente

L’auto screening è stato presentato qualche giorno fa a Glasgow, è stato chiamato S5, la procedura di screening attuale è il pap test. Nel caso il test fosse positivo la donna viene sottoposta a fare la colposcopia dove è possibile individuare eventuali lesioni pre cancerose vere e proprie.

Questo auto-screening è nato per tutte quelle donne che saltano i controlli periodici, infatti l’S5 permette tutta la gestione a casa. L’auto-screening in Inghilterra è stato testato su 620 donne con risultati anomali rispetto al pap test o diagnosi di HPV. I risultati ottimi avuti sono stati commentati dagli esperti in modo molto positivo sia sui campioni di urine che sui campioni di tessuto vaginale.


Leggi anche: Canone RAI, per chi evade multa da 600 euro e rischio carcere

La procedura dell’auto-screening si contraddistingue per un buon livello di accuratezza sia per quanto riguarda l’individuazione delle lesioni, sia per quello che riguarda il riconoscimento di quelle potenzialmente pericolose che devono essere rimosse al più presto possibile con lo scopo di prevenire la formazione di vere e proprie neoplasie.

Non c’è dubbio che questa scoperta se sia confermata segnerebbe una grandissima svolta non solo per le donne ma anche per tutta la ricerca, per poter diventare realtà e messa sul mercato, è necessario che sia testata su almeno 10mila pazienti, le previsioni sono che potrebbe essere messa sul mercato entro 5 anni.

Non si sa ancora se sarà considerato un test come opzione integrativa alle procedure di screening attualmente disponibili o direttamente un’alternativa ad esse.

Scoperta una proteina killer per chi soffre di tumore al colon-retto